Roma, 22 gen. (Apcom) – Una buona fetta dei docenti italiani reputa che per far funzionare meglio le scuole sia giunto il momento di cominciare a valutare il grado di qualità del loro insegnamento: è il dato che emerge da un’inchiesta realizzata dal giornale specializzato `La Tecnica della Scuola’, in edicola il 25 gennaio, attraverso la quale sono stati intervistati 80 capi di istituto, o loro referenti, di
80 scuole distribuite sull’intero territorio nazionale frequentate da circa 63mila alunni con oltre 7 mila docenti in servizio. Alla precisa domanda `La maggioranza del collegio sarebbe favorevole ad introdurre un sistema di valutazione del corpo docente?’, i dirigenti hanno risposto in prevalenza positivamente (54%) al Centro ed al Sud. Al Nord, invece, prevalgono i `no’ (50%): solo il 39% dei presidi si espressi favorevolmente (l’11% ha preferito non dare risposte.
Complessivamente, comunque, a livello nazionale prevalgono le
risposte a favore della valutazione dei prof: il 49% dei
responsabili delle scuole contattate ha detto che i propri
docenti sarebbero d’accordo per l’introduzione di forme di
verificare del loro operato. Di contro, il 45% sarebbe orientato
a lasciare le cose immutate. L’inchiesta è andata anche a
verificare su quali ambiti sarebbe prioritario adottare dei
sistemi di valutazione: la maggior parte (89%) dei docenti, che
potevano dare più risposte, si soffermerebbe sulla competenza
professionale; molti (85%) andrebbero invece a verificare quelle
disciplinari; il 76% l’aggiornamento ed il 71% la presenza in
servizio.
L’inversione di tendenza rispetto alla linea di condotta che ha caratterizzato la scuola per oltre cinquant’anni è confermata dal fatto che l’anzianità di servizio risulterebbe fondamentale solo per il 31% e la continuità didattica dentro lo stesso istituti per il 45%. Il risultato dell’indagine darebbe così ragione al ministro dell’Istruzione
Mariastella Gelmini che ha annunciato di voler introdurre dei meccanismi stipendiali di premialità dei docenti sulla base delle loro effettive capacità di trasmissione del sapere: un sistema che, sempre in base a quanto annunciato dal responsabile dell’istruzione italiana, arriverebbe a far guadagnare ogni docente fino a 7mila euro in più l’anno.
Sull’argomento si sta non a caso svolgendo un approfondito
studio in sede di commissione Cultura alla Camera, dove da alcuni
mesi si sta dibattendo sul ddl sulla riforma dello stato
giuridico dei docenti presentato dal presidente Valentina Aprea
(Pdl).
Alg
© riproduzione riservata










