Scuola/ Prof. italiani appagati lavoro ma soffocati da burocrazia

Scuola/ Prof. italiani appagati lavoro ma soffocati da burocrazia

Roma, 20 giu. (TMNews) – Gli insegnanti italiani si dichiarano tra i più soddisfatti del loro lavoro svolto in classe: messi a confronto con i colleghi di 23 paesi dell’area Ocse dichiarano però anche che la loro professione è migliorabile, soprattutto riducendo gli impegni burocratici extra-didattici e aumentando le opportunità per aggiornare le loro competenze. I dati riguardano un’indagine internazionale Ocse-Talis sulla percezione che i docenti hanno del loro ‘status’, diffusa oggi dalla Uil scuola, condotta in 23 paesi su un ampio campione di docenti e dirigenti scolastici in servizio nelle scuole superiori di primo grado.

Per quanto riguarda l’Italia, il 95% dei docenti ha detto di essere appagato del proprio lavoro dietro la cattedra. E ciò malgrado, il tempo che è sottratto loro all’insegnamento per espletare troppi adempimenti burocratici (8,8%) – come le schede da riempire, le comunicazioni da espletare, i modelli periodicamente da consegnare – risulti più alto della media dei 23 paesi coinvolti nello studio (il record del carico di pratiche è dei messicani, con il 16,5% delle ore sottratte all’insegnamento). Non solo, i prof italiani hanno anche ammesso di utilizzare il 14% del loro tempo con gli alunni per mantenere l’ordine in classe. Ma su questo punto sono gli insegnanti brasiliani a faticare di più per mantenere l’ordine (17,8% del tempo).

I ricercatori che hanno svolto l’indagine hanno anche interrogato i docenti sulla percezione che loro hanno dell’ efficacia personale in relazione all’attività educativa con i propri studenti. Sotto la lente di ingrandimento sono state messe una serie di variabili relative al lavoro d’aula, non sotto il profilo delle materie insegnate, ma su quello relazionale.

Alg

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