Roma, 27 apr. (TMNews) – “Qui son tutti cacciatori”. Così il sindaco di Rocchetta di Vara, in provincia di La Spezia, spiega l’idea di far conoscere la natura ai bimbi delle elementari attraverso i segreti della caccia al cinghiale: l’iniziativa è nata dal Comune di Rocchetta di Vara, e riguarda gli alunni della quarta e quinta che parteciperanno alle lezioni di caccia in programma all’interno di in un parco recintato accompagnati da cacciatori e cani esperti.
Il progetto extra-didattico, approvato con entusiasmo dal primo cittadino Riccardo Barotti, è stato proposto dal vicesindaco Roberto Canata: “le lezioni – ha detto Canata – saranno realizzate con i cani da caccia dell’associazione italiana ‘Alpenlaendische Dachsbracke’, il fine è insegnare ai bambini come si fa la caccia che rispetta l’ambiente”. Il sindaco Barotti ha spiegato che “in Val di Vara la maggior parte degli uomini è cacciatore. I bambini a casa sentono spesso parlare di caccia dai padri e dai nonni: è inutile – ha concluso – nascondere l’argomento”.
Anche se il programma prevede che ai bambini sarà evitato di far vedere l’uccisione del cinghiale, l’iniziativa ha destato diverse critiche. Le più contrariate sono le associazioni ambientaliste e di tutela degli animali. Cristina Morelli, responsabile dei diritti per i Verdi, ha detto che “la notizia che arriva da Rocchetta Vara di introdurre nelle scuole l’educazione alla caccia ci lascia senza parole. Solo perché a Rocchetta Vara in ogni famiglia esiste un cacciatore non si può dire che la caccia è rispetto delle tradizioni”.
“Dove la mafia è purtroppo ben radicata – ha continuato l’esponente dei Verdi – non si deve insegnare a essere mafiosi. Il paragone è forte, ma l’idea di Barotti è orrida. La scuola deve insegnare l’educazione alla vita, al rispetto, alla non violenza, ad una cultura della pace”.
Alg
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