Scuola: sindacati di base preparano ottobre scioperi anti-governo

Scuola: sindacati di base preparano ottobre scioperi anti-governo


Roma, 18 ago. (Apcom)
– A meno di un mese dall’avvio delle
lezioni 2009/2010 i sindacati di base hanno già fissato alcune
importanti mobilitazioni dei lavoratori della scuola contro la
politica del governo e per ribadire il no a forti tagli agli
organici: si tratta di due distinti scioperi che si terranno nel
mese di ottobre.

L’Unicobas di Stefano d’Errico chiederà ai lavoratori della
scuola di fermarsi il 9 ottobre. Mentre Cub, Cobas e SdL hanno
proclamato uno sciopero generale di tutte le categorie di
lavoratori pubblici e privati (con la scuola tra i comparti in
cima alle rimostranze) per il 23 dello stesso mese.

La decisione dei sindacati di base di scendere in piazza giunge
peraltro mentre i sindacati firmatari di contratto (Flc-Cgil,
Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals-Confasal e Gilda) non stanno di
certo a guardare: dopo lo scarso numero di immissioni in ruolo e
la conferma dei 42.000 posti (tra insegnanti e personale non
docente) tagliati dal governo annunciano infatti battaglia.

Inizieranno, sempre in corrispondenza dell’avvio del nuovo anno
scolastico, con forme di protesta simboliche e a livello locale.
Iniziative, però, quasi sicuramente condotte a livello
individuale. Poi, se non dovessero esserci novità positive, hanno
già fatto sapere che potrebbero tornare in piazza. Come il 30
ottobre del 2008, quando a Roma portarono quasi un milione di
lavoratori della scuola.

Nei mesi successivi a quell’evento le distanze tra Flc-Cgil e gli
altri confederali si sono però sempre più allungate: in un paio
di occasioni il sindacato dei lavoratori della conoscenza,
guidato da Pantaleo, è ricorso anche allo sciopero in solitudine.
I risultati poco soddisfacenti (le adesioni non hanno superato il
15%) e la comunanza d’intenti potrebbero riavvicinare le parti.

Difficile però che ciò avvenga prima della fine di novembre: tra
il 23 ed il 25 dovrebbe infatti svolgersi il rinnovo delle Rsu
della scuola. A meno che nel frattempo non venga approvato il
decreto legge presentato dal ministro della Funzione pubblica,
Renato Brunetta, attraverso cui il governo rinvierebbe di tre
anni le elezioni delle rappresentanze sindacali di tutto il
pubblico impiego (confermando, nel frattempo, gli attuali
rappresentanti in carica e portando in porto una profonda riforma
dell’attuale impianto normativo).

I tempi però sono strettissimi. Il governo in pratica ha tempo
fino al 4 settembre: per quel giorno, infatti, l’Aran ha
convocato le organizzazioni sindacali della scuola per fissare le
date per le elezioni Rsu.

Cep

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