Roma, 16 apr. (TMNews) – È forte il risentimento dei sindacati della scuola e degli studenti contro le dichiarazioni espresse oggi dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sull’istruzione statale (“gli insegnanti di sinistra nella scuola pubblica inculcano ideologie e valori diversi da quelli della famiglia”): tutte le organizzazioni di comparto ritengono i concetti espressi dal premier offensivi verso l’operato di quasi un milione di docenti italiani ed un vero e proprio attacco ai valori di libero insegnamento garantiti dalla Costituzione.
La Flc-Cgil risponderà alle parole di Berlusconi con lo sciopero
generale del 6 maggio e con una mobilitazione immediata nelle
scuole e nelle università: “un presidente del Consiglio e un
Governo moralmente impresentabili – dice Mimmo Pantaleo,
segretario generale Flc-Cgil – non hanno alcun diritto di
attaccare il diritto allo studio e la dignità di docenti.
Risponderemo. Sappia Berlusconi che non riuscirà trasformare gli
insegnanti in suoi portavoce o nelle veline delle sue
televisioni”.
Le dichiarazioni di Berlusconi hanno dato nuovo impulso anche
alle manifestazioni degli studenti, in programma il 19 aprile in
oltre 50 città: “chiederemo risorse per il diritto allo studio,
un vero welfare per scegliere i nostri percorsi di vita senza
legami e il libero accesso alla cultura”, ha detto Jacopo Lanza
dell’Unione degli Studenti.
Duro è anche il commento di Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola, per il quale “sta diventando sempre più difficile, quando parla il Presidente del Consiglio, distinguere le dichiarazioni dalle barzellette. Se appartiene a quest’ultime, quella raccontata oggi sugli insegnanti non fa assolutamente ridere. Concetti che già aveva espresso, meritando la nostra dura risposta; parole che si ripetono identiche, in tutta la loro gravità e la loro ineleganza”.
Non da meno è quello di Massimo Di Menna, leader della Uil
Scuola: “quando si parla della scuola statale ci si riferisce al
93% dell’intero sistema dell’istruzione italiana. La scuola
italiana è il commento del segretario generale della Uil Scuola:
alle affermazioni di oggi del presidente del Consiglio non è né
di destra né di sinistra. È una scuola laica, libera, sede del
pluralismo del sapere, dell’integrazione. Ciò che può fare il
governo è sostenere il lavoro svolto dagli insegnanti e
valorizzarlo”. Invece, conclude il sindacalista “l’Italia è
l’unico dei paesi sviluppati, che pur in una situazione di
difficoltà finanziaria, non investe sulla scuola”.
Alg/Rcc
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