Scuole chiuse per suina?I presidi per ora si dividono

Scuole chiuse per suina?I presidi per ora si dividono

VARESE La suina divide Varese sulla riapertura delle scuole. Soprattutto dopo l’allarme lanciato sabato dalla Federazione italiana dei medici pediatri che chiedono di considerare seriamente l’ipotesi di un posticipo per contenere l’esplosione del virus: quello dell’influenza A «è altamente incisivo e ha un tasso di penetrazione che sta superando il 30%», hanno spiegato.

Intanto sono previsti una serie di incontri tra dirigenti scolastici e insegnanti nel corso dei quali sarà presentato il quadro aggiornato sulla diffusione del virus che hanno delineato le autorità sanitarie; entro fine settimana ci sarà una decisione collegiale definitiva. Ad accomunare tutti c’è la preoccupazione. Al momento infatti stabilire l’entità del rischio di pandemia al rientro in aula sarebbe come indovinare un terno al lotto. Non esistono segnali di allarme vero e proprio per quanto riguarda la diffusione del virus a Varese e provincia, e quelli che ci sono stati altrove non sono tali da giustificare la decisione eventuale di far slittare la riapertura delle scuole. Detto questo, nemmeno i sanitari sanno prevedere cosa succederà nelle prossime settimane: il virus non è particolarmente aggressivo ma è estremamente mutevole e non è esclusa una sua mutazione in una forma più pericolosa.

«Se per avere il vaccino è questione di venti o trenta giorni tanto vale aspettare a tornare in classe – dichiara Sabino Famiglietti, sindacalista Cisl e preside dell’istituto don Guido Cagnola di Gazzada – e iniziare a lavorare tutti con più serenità un mese dopo». Dal punto di vista dell’organizzazione dell’istituto e del programma non ci sarebbero grandi stravolgimenti, a detta del preside. «Tutto si risolve, nel peggiore

dei casi si può posticipare la chiusura senza grandi problemi. Ho comunque massima fiducia nelle autorità e nella scelta che sarà presa a tutela della salute pubblica: se abbiamo gli strumenti per arginare un’eventuale diffusione del virus ben venga il rientro sui banchi come previsto. Quello che chiedo è che la questione venga presa sul serio e che in ogni caso la salute venga prima anche della scuola».

A proposito dei tutela della salute e di vaccino, va ricordato che le prime vaccinazioni sono previste soltanto a novembre e soltanto per i soggetti definiti a rischio; per i più giovani, compresi i bambini, si dovrà aspettare almeno fino a gennaio 2010.
«Valuteremo insieme a studenti e insegnanti – spiega Antonio Antonellis, preside della Vidoletti – ma decideremo tenendo conto soprattutto delle indicazioni delle autorità sanitarie». Per quanto è stato detto fino ad oggi però il preside non è allarmato. «Credo che la scuola inizierà nei tempi previsti senza proroghe, mi auguro comunque di poter contare su un’informazione tempestiva in caso di problemi di qualche tipo».
«Sono del parere che sia meglio affidarsi a giudizi più esperti – dice anche Luisa Oprandi, vicepreside del liceo linguistico Manzoni – ma non credo si debba pensare a un posticipo. Intanto mancano ancora due settimane in cui può succedere di tutto, e comunque se anche i ragazzi non stanno in classe di certo non restano a casa».
Francesca Manfredi

s.bartolini

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