– È riservata ma non timida. Non ama stare al centro dell’attenzione ma è decisa, molto consapevole di chi è e che cosa vuole. Non dimentica mai quella sua vocazione d’aiuto agli altri di cui ha fatto una professione diventando un insegnante di sostegno., la signora Malerba, moglie del candidato sindaco (Lega Civica) si racconta. E attraverso le sue parole scopriamo anche lati inaspettati del candidato sindaco che per sua definizione, è il solo distante, anzi distantissimo, dai partiti. Da Francesca parte la prima di una serie di interviste che mirano a presentare ai lettori tutte le candidate first lady per Varese, schierate accanto ai mariti candidati. Francesca Diana mette subito in chiaro qual è il suo apporto alla candidatura del marito. «Certo non di tipo politico – spiega – ma di sostegno affettivo ed emotivo come sempre avviene in una famiglia». Mette le cose in chiaro e poi aggiunge: «Cerco di non rompere troppo le scatole». E se le si chiede come vorrebbe Varese risponde da cittadina, non da first lady, niente frasi impostate, niente slogan. Concetti concreti puri e semplici. «Vorrei una Varese che offrisse più stimoli e occasioni ai giovani – dice – non soltanto sotto il profilo lavorativo ma anche ricreativo. Sia per i normodotati che per i disabili, visto la mia professione di insegnante di
sostegno». Giovani ma non solo. «Vorrei una Varese nella quale gli anziani non si sentissero soli – spiega – dove invecchiare sia un piacere». Poi cita la Montalcini: «Un aggiungere vita agli anni, non anni alla vita». Andiamo alla vita familiare. Si sa che sono le donne, non ce ne vogliano i consorti, a far girare le cose. E così chiediamo come funziona a casa Malerba. Chi fa la spesa, come ci si organizza. «Non c’é una rigida divisione dei compiti – dice Francesca – si cerca di collaborare». E qui scopriamo cosa preferisce il candidato sindaco: «Sicuramente Stefano preferisce cucinare. È una sua grande passione», spiega la moglie che aggiunge increspando le labbra in un sorriso:« E si vede». Il commento è davvero da moglie. Francesca Diana è lapidaria nello spiegare: «Non mi occupo di politica», come a dire qui parliamo di tutta un’altra storia. «Il desiderio più grande di mio marito è certamente quello di rendersi utile. Passa la maggior parte del tempo libero al Rugby Varese, altra sua grande passione. Il suo impegno – aggiunge – non si limita soltanto all’ambito sportivo ma anche a quello socio educativo e umano». Ed ecco dunque spiegata l’altra storia.Ultime due domande per le quali c’è un’unica risposta. Cosa farebbe se suo marito vincesse? «Lo abbraccerei». E se perdesse? «Lo abbraccerei».













