MALPENSA Il nuovo segnale per i lavoratori Sea è l’apertura della procedura di mobilità da parte della società di gestione aeroportuale per 390 lavoratori. Il maggior numero di dipendenti riguarda Linate (231 persone) mentre Malpensa resta coinvolta con 159 lavoratori per i quali dovrebbe scattare l’accompagnamento anticipato alla pensione. Sì perché il sindacato sostiene che non accetterà mai alcun licenziamento. E la stessa Sea dichiara che «la procedura di mobilità riguarderà esclusivamente il personale con requisiti per il pensionamento e pertanto non comporterà alcun licenziamento».
Dunque il pericolo per i 390 “prescelti” dovrebbe essere quello di arrivare in anticipo di due o tre anni al riposo forzato dal lavoro con la certezza dell’80% dello stipendio e se i rappresentanti sindacali saranno bravi a trattare magari anche con una busta paga senza decurtazioni. La Finanziaria ha del resto già in serbo una ventina di milioni di euro per l’indennità di mobilità dei lavoratori del settore aeroportuale del Paese e Sea non sembra volersi far scappare l’occasione. Dopotutto non c’è da inventarsi alcuna crisi: reale dopo il de hubbing di Alitalia e ancora più reale con la recessione a livello mondiale che porta sempre meno gente in volo.
Ma Malpensa non sta iniziando a dare timidi segnali di ripresa con Lufthansa e le altre compagnie aeree? E Sea non ha appena chiuso un accordo sul fronte dell’handling con la nuova Alitalia, definito dallo stesso presidente Giuseppe Bonomi salutare per l’occupazione? I voli Alitalia sono diminuiti a Malpensa (da 1.238 agli attuali 187 settimanali) e il lavoro conquistato per i servizi a terra sui voli della nuova compagnia di Colaninno e Sabelli riguarda soprattutto Linate. Eppure proprio a Linate ci sarà il grosso dei “tagli” di personale (dall’alto al basso, per tutte le professionalità) così come a Malpensa non si aspetterà di fare tesoro delle buone nuove che l’azienda ritiene di annoverare con gli investimenti in pista (1 miliardo e 400 milioni di euro fino al 2016). La certezza di oggi sono 390 dipendenti in meno che Sea vuole contare da qui al 2013, «continuando il percorso condiviso con le organizzazioni sindacali, senza alcuna forzatura», rende noto l’azienda. La scrematura è iniziata già l’anno scorso con il primo taglio di circa 100 dipendenti. Ora il resto, con il possibile recupero per Sea di diversi milioni di euro sul fronte del costo del lavoro.
«Da tempo denunciamo la situazione stagnante di Malpensa », dicono i sindacati territoriali dei trasporti di Cgil, Cisl e Uil. «Ora eccoci alla procedura di mobilità, i cosiddetti licenziamenti collettivi (L.223), cosa che poteva essere benissimo prevista in questa situazione di crisi», aggiunge Ezio Colombo (Filt Cgil) «e che non accetteremo mai». Dello stesso avviso Dario Grilanda (Fit Cisl) che però rincara:
«Purtroppo verrà svuotata Sea di professionalità importanti che crediamo utili per la competitività d’azienda». Lunedì l’inizio della trattativa tra le parti. «È necessario stabilire criteri perché Sea non si muova unilateralmente», afferma Antonio Albrizio (Uiltrasporti), «il nostro obiettivo sarà evitare danni economici alle varie professionalità coinvolte che intanto ci chiediamo come verranno sostituite, non certo (ci auguriamo) con una terziarizzazione selvaggia».Alessandra Pedroni
s.bartolini
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