Il Paese deve cambiare. E se non si cambierà il Senato «non avremo la credibilità quando si tratterà di fare le altre riforme». , ministra delle Riforme costituzionali e dei Rapporti con il Parlamento, è intervenuta a Varese ieri sera, alla Festa Democratica della Schiranna. Un saluto ai volontari del Pd che consentono il funzionamento della macchina organizzativa, accompagnata dal segretario regionale e dalla deputata . E quindi l’incontro pubblico. Con le domande poste dalla giornalista .
Dove ha parlato soprattutto, ma non solo, dell’argomento del momento, la riforma del Senato. «Da martedì inizia un periodo a pieno ritmo, lavoreremo tutti i giorni compresi sabato e domenica, come è giusto che sia. Come fanno tanti italiani quando hanno del lavoro urgente da finire» ha detto.
E quindi un duro j’accuse contro l’ostruzionismo che si sta verificando in Senato. «Pensate a quante cose le persone che lavorano riescono a fare in un’ora e quarantacinque. Bene, in un’ora e quarantacinque in Senato riusciamo solo a fare un voto. Perché alcuni senatori passano tutto questo tempo a discutere, ad esempio, se il nuovo Senato debba chiamarsi Duma, Ecclesia, o Gilda. Vi pare possibile che in un Paese normale i senatori passino un’ora e 45 a prendere in giro i cittadini?».
Per la riforma, l’obiettivo è portarla a casa entro l’8 agosto. «In caso contrario, andremo avanti a oltranza». «Mi piacerebbe che anche la Lega decidesse da che parte stare. Perché ha votato questo testo in commissione, Calderoli è uno dei relatori. Dopodiché in aula protestano e marciano verso il Colle. Nemmeno Pirandello poteva immaginarsi personaggi del genere».
Quindi ha parlato della crescita del partito in Lombardia: «Anche alle comunali abbiamo ottenuto consensi, e questo dà un peso maggiore pur restando all’opposizione. Un’occasione preziosa da non sprecare nemmeno qui in Lombardia, così come è un’occasione l’abolizione delle Province e la nascita delle aree vaste».
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