Milano, 30 gen. (Apcom) – Li chiamavano semafori “intelligenti”,
ma il sospetto è che i T-Red fossero in realtà semplicemente
truccati per aumentare il numero di multe contro chi passava con
il rosso. Bastava infatti accorciare la durata della luce gialla
e il gioco era fatto: contravvenzioni raddoppiate o anche di più.
Da lì il sequestro degli apparecchi in 64 comuni e 24 provincie
d’Italia e una valanga di ricorsi pronti a partire da parte di
migliaia di automobilisti colpiti dall’occhio elettronico troppo
veloce. In manette l’ingegnere brianzolo che li ha progettati,
Stefano Arrighetti, e indagate altre 108 persone tra le quali 63
funzionari di polizia locale, 40 amministratori pubblici e sei
manager di società private. L’ingegnere è accusato di “frode
delle pubbliche forniture”.
Arrighetti aveva infatti chiesto e ottenuto l’omologazione solo
per le telecamere dei T-Red, ma non per le apparecchiature
(hardware) contenute in un armadio di vetroresina installato nei
pressi dell’impianto. Secondo l’inchiesta partita dalla procura
di Verona in collaborazione con i carabinieri di San Bonifacio
queste apparecchiature costituiscono parti fondamentali per il
funzionamento del semaforo intelligente e garantivano alla
Ci.ti.Esse di Rovellasca (Como) una percentuale compresa tra il
30% e il 35% sulla sanzione (circa 150 euro + iva al 20%). In
pratica i pubblici amministratori e gli ufficiali indagati si
erano messi d’accordo con le società private per fare cassa,
spesso delegando loro sia l’accertamento, sia la verbalizzazione
sia la notifica delle infrazioni.
Il tutto a danno di decine di migliaia di automobilisti e motociclisti costretti non solo a pagare le multe, ma anche perdere 6 punti dalla patente nonostante il ministero dei Trasporti, già nel 2005, avesse vietato questo tipo di semafori intelligenti con una nota trasmessa agli enti locali. Il T-Red venne installato, tra l’altro, a Perugia il 19 luglio 2006 e scatenò subito le proteste per la breve durata del giallo. Secondo la
redazione di Le Iene, che si occupò del caso, la luce che precede il rosso non durava più di 2-3 secondi. Un dato confermato anche dal giudice di pace, 10mila i ricorsi, che in migliaia di sentenze bloccò i verbali per vizio di procedura. Oggi il Codacons ha invitato i multati a chiedere l’annullamento dei verbali ai giudici di pace di tutta Italia e chiesto ai prefetti di provvedere direttamente all’annullamento d’ufficio.
Le indagini sono iniziate nel dicembre 2007. Nel gennaio del
2008, gli agenti delle stazioni di Tregnago, Illasi Colognola ai
Colli hanno denunciato un amministratore comunale, due comandanti
di polizia locale e quattro amministratori unici di società
private (Ci.ti.esse srl, Maggioli Spa di Santarcangelo di
Romagna, Traffic Technlocy srl di Marostica e Open Software srl
di Mirano). I manager erano stati tutti ritenuti responsabili di
truffa aggravata e falsità materiale. Il 9 giugno 2008 le
indagini sono state estese anche ad altri 64 comuni d’Italia e 24
provincie che avevano stipulato contratti con la Ci.ti.esse per
avere il T-Red.
Asa
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