VARESE (m.tav) «La Lega dà fastidio perché vuole il vero cambiamento. E più ci avviciniamo, più si agitano».I vertici della Lega Nord varesina esprimono grande solidarietà al loro capo Umberto Bossi e al figlio Renzo vittime di minacce recapitate, insieme a bossoli di proiettili, con una lettera inviata al Corriere della Sera. Non ha parole il segretario provinciale Stefano Candiani. «Un gesto veramente squallido, il segretario federale e la Lega stanno lavorando per portare avanti il cambiamento nel Paese. E chi non vuole cambiare, con la stessa logica della tensione che c’era negli anni ’70, sta alzando la mira».Solidarietà anche dal sindaco di Varese Attilio Fontana, che però tende a minimizzare. «Il mondo è pieno di c…». Sicuramente si tratta di un momento particolarmente agitato per la Lega Nord, che si trova nel pieno centro della bufera. A cominciare dalle questioni di Governo, con in testa la richiesta a Berlusconi di mantenere le promesse, prima tra tutti quella di trasferire i ministeri al Nord, pena il rischio di staccare la spina. E poi ci sono le tensioni interne, con gli scontri tra i colonnelli, che sono finiti sotto i riflettori di tutti i media. Ma non c’è dubbio che le minacce a Bossi non vengano
dall’interno. «Si tratta di un segnale veramente preoccupante – spiega Carlo Crosti, militante di Varese ed ex sindaco di Induno Olona – è evidente che la Lega sta dando fastidio nelle battaglie che porta avanti. Abbiamo un ruolo incisivo e fondamentale». E non va sottovalutato. «Dobbiamo sicuramente alzare l’attenzione – dice – Prima arrivano segnali piccoli, come una vetrina rotta, come dei petardi, e poi si arriva a minacce che non sono per niente uno scherzo. In ogni caso, anche se siamo stati al centro di polemiche interne, è ovvio che queste minacce vengono dall’esterno, da quei poteri a cui diamo fastidio. E bisogna stare attenti: perché il mondo è pieno di matti, e se si esaspera il clima, qualcuno potrebbe anche arrivare a compiere un gesto estremo». Gli atti vandalici contro le sedi della Lega, nella provincia di Varese, sono aumentati negli ultimi tempi. L’anno scorso si chiuso con i petardi esplosi fuori dalla sede di Gemonio, paese dove vive il Senatùr. Di recente è stata invece vandalizzata la vetrina della sede di Gallarate, città dove il Carroccio è corso da solo contro il Pdl, e la vetrina è stata infranta proprio dove non c’era il manifesto con la scritta “Via le mafie da Gallarate”.
s.bartolini
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