Sempre più furbetti del mattone In città una multa ogni 3 giorni

Sempre più furbetti del mattone
In città una multa ogni 3 giorni

È in crescita il numero di “furbetti” che ampliano la casa o eseguono lavori di ristrutturazione senza chiedere il permesso al Comune. E che pertanto, quando vengono scoperti, devono pagare una multa. In totale, nel 2012, sono state date 99 sanzioni, di importo pari o superiore a 516 euro a seconda della gravità dell’abuso edilizio commesso.

Nello specifico, sono state date 16 sanzioni per abusi gravi, ovvero per opere non autorizzate di superficie superiore ai 50 metri quadrati (spesso si tratta di ampliamenti della casa). Quattordici, invece, le sanzioni cosiddette “meno gravi”, come l’abbattimento di pareti o ristrutturazioni. Sessantanove le sanzioni “lievi”, come aprire finestra o effettuare una piccola modifica di un edificio.

Tra le 83 sanzioni meno gravi e lievi ce ne sono 12 effettuate in zona vincolata e pertanto soggette al pagamento di una sanzione extra (complessivamente, si parla di 32 mila euro).

Le sanzioni sono dei salassi, tanto che molti cittadini demoliscono l’abuso in fretta e furia pur di non pagare la multa. Chi ha commesso un abuso edilizio deve sborsare una somma che equivale circa al doppio di quanto avrebbe pagato regolarmente per gli oneri di urbanizzazione. Mediamente ogni abuso grave avvenuto a Varese è stato multato con 10 mila euro. Gli abusi meno gravi con 5 mila euro. Quelli lievi con mille euro.

In totale gli abusi gravi hanno portato alle casse del comune 167 mila euro, gli abusi meno gravi 56 mila euro, gli abusi lievi 65 mila euro. Soldi che in parte verranno utilizzati per le demolizioni “coatte”, e in parte “si scioglieranno” nel bilancio del comune.

«Si parla di un maggior numero di abusi rispetto al passato perché abbiamo intensificato l’attività dell’ufficio controlli» afferma l’assessore all’urbanistica . Il personale preposto, infatti, passa al setaccio tutta la città ed effettua sopralluoghi nei cantieri. Gli “ispettori” si fermano laddove vedono gru o altri segni inequivocabili di lavori in corso e richiedono la documentazione. Se questa non c’è, allora scattano gli accertamenti e, successivamente, le sanzioni.

Un altro valido alleato nella lotta agli abusi è il classico vicino di casa brontolone, spesso talmente infastidito per il taglio di un albero o per la costruzione di un edificio che “oscura” il panorama da andare a bussare alle porte di Palazzo Estense e chiedere un sopralluogo. E poi ci sono le guardie ecologiche, sempre a caccia di comportamenti compiuti al di fuori della legge, che possono essere potenzialmente un reato nei confronti dell’ambiente e del paesaggio.

In quasi tutti i casi, se le persone successivamente sanzionate avessero pagato gli oneri per tempo, il permesso di costruire, restaurare o ampliare sarebbe arrivato senza problemi.

Si tratta quindi di pigrizia, poca informazione o banalmente speranza di farla franca risparmiando soldi. Ogni intervento, infatti, necessita dell’intervento di un architetto o di un geometra, professionisti che vanno pagati e il cui compenso si unisce a quello degli oneri. Insomma, costruire costa. Ma costruire illegalmente rischia di costare ancora di più.n

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