Sempre più studenti. Ma alle statali

Sempre più studenti. Ma alle statali

Prima e dopo l’euro, come cambia l’istruzione in provincia di Varese. Mai così tanti iscritti alle scuole superiori: più di 39.500 nell’anno scolastico in corso.

Nell’anno scolastico 99-2000 gli iscritti erano 29mila e 800 circa nelle scuole statali e poco più di quattromila nelle scuole private. Nell’anno scolastico in corso sono arrivati a quasi 36mila e 300 iscritti nelle statali, mentre nelle private sono scesi a circa 3.200.

Sono soprattutto i distretti scolastici del sud della provincia a trainare questo “boom” di iscrizioni alle scuole superiori: se a Varese gli iscritti complessivi scendono dai 10.267 del 99-2000 ai 9.812 di quest’anno, a Busto Arsizio sono passati da 6.739 a 8.931, a Tradate da 2.851 a 3.696, a Gallarate da 4.971 a 6.312.

Un fenomeno dovuto anche alla crescita del pendolarismo scolastico: nell’ultimo anno in provincia di Varese si sono registrati 4.100 “ingressi” di studenti residenti fuori provincia (più di 1.500 solo dalla provincia di Milano alle scuole del distretto di Busto Arsizio) contro 2.362 “uscite”.

Nell’ambito dell’istruzione superiore, la crescita del numero di diplomati si registra soprattutto nei licei e negli istituti professionali, mentre diminuiscono quelli degli istituti tecnici. Tra il 2000 e il 2013, sempre secondo i dati dell’osservatorio provinciale sull’istruzione, gli studenti usciti dai licei sono aumentati di oltre il 25%, passando da 1.994 a 2.571.

Merito dei licei scientifici (da 992 a 1.232, il 23% di crescita) e linguistici, che han quasi raddoppiato i diplomati (da 171 a 328), e dell’area socio psicopedagogica (da 237 a 357, boom nel 2010 con addirittura 400 diplomati), mentre arranca il “vecchio” liceo classico, che pur recuperando rispetto al picco minimo del 2005 (appena 241 diplomati) scende dai 358 del 2000 ai 335 del 2013.

Aumentano (+58%) i diplomati nelle scuole professionali: nel 2000 erano 1003, nel 2012 (ultimo dato disponibile) ben 1587.

Le qualifiche che hanno avuto il maggior incremento in questi anni sono quelle relative al settore alberghiero-ristorazione (da zero nel 2000 a 259 nel 2012, con un boom negli ultimissimi anni) e quelle dell’area servizi sociali (passate anche qui da zero a 292, con una crescita costante).

L’unico profilo in calo è quello relativo all’area elettrica/elettronica: in dodici anni il numero di diplomati sono quasi dimezzati, da 286 a 148, mentre restano stabili le qualifiche nell’ambito economico aziendale e turistico, il più richiesto con circa 400 diplomati all’anno, nel 2000 come nel 2012.

In calo invece i numeri nell’istruzione tecnica: meno 5% tra il 2000 (1.997 diplomati in provincia) e il 2013 (ne sono usciti 1.890).

È soprattutto la vecchia “ragioneria”, gli istituti tecnici commerciali, a guidare il tracollo: da 790 diplomati ad appena 440. Nello stesso periodo invece decollano i periti turistici (da zero a 102), tengono bene i geometri (da 234 a 287, con un ritorno di fiamma dopo il 2008) e crescono i periti aziendali (da 411 a 530), arrivando quasi al sorpasso sui tecnici industriali, che scendono dai 562 del 2000 ai 531 diplomati del 2013.

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