Sequestrate a Salerno 142 tonnellate di falsi San Marzano

Sequestrate a Salerno 142 tonnellate di falsi San Marzano


Roma, 11 feb. (Apcom)
– Sequestrate nel porto di Salerno 142
tonnellate di pomodori pelati spacciati ed etichettati per “vero
San Marzano” campano ma, di fatto, di origine pugliese. I
funzionari dell’Istituto di controllo qualità di Napoli e della
dogana di Salerno hanno eseguito l’operazione presso il porto
salernitano trovando la merce in 5 containers, senza indicazione
in etichetta della sigla dell’azienda produttrice del lotto. Sono
state, inoltre, sequestrate 1.600 bottiglie di olio extravergine
di oliva per circa 4mila litri anche queste con irregolarità
sull’etichettatura e per le quali sono in corso le analisi di
laboratorio per accertarne l’esatta composizione chimica. Il
rappresentante legale dell’azienda operante nel salernitano è
stato denunciato a piede libero.

La società produttrice, che in origine aveva introdotto i
containers nel porto per esportarli, aveva avviato le procedure
per il reingresso nel territorio nazionale della merce. La
circostanza ha insospettito i militari che hanno deciso di
controllare il carico. All’interno, infatti, sono stati rinvenuti
12.000 barattoli, che sono stati successivamente sottoposti a
sequestro per violazione all’articolo 517 del codice penale, con
l’aggravante, in quanto, la frode ha per oggetto alimenti a
denominazione di origine protetta (Dop). Il sequestro nasce anche
grazie all’operazione del 20 gennaio scorso nei confronti della
stessa società esportatrice che, proprio per questo, cercava di
rimettere nel mercato interno quanto non era riuscita a esportare.

Soddisfatto il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia:
“Prosegue la tolleranza zero che abbiamo inaugurato in questi
mesi a difesa del Made in Italy sulle nostre tavole. Il pomodoro
è uno dei biglietti da visita alimentari del nostro Paese e
complessivamente vale 24 miliardi di euro”. Il pomodoro “San
Marzano” è inserito nell’elenco delle denominazioni protette
dell’Ue, e viene lavorato nell’agro nocerino-sarnese. Alla
conferenza stampa erano presenti anche il generale di brigata
della Guardia di finanza, Giovanni Mainolfi, l’ispettore generale
capo dell’Icq, Giuseppe Serino, e il direttore regionale delle
Dogane della Campania, Alberto Libeccio.

Gtz

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