VARESE Ci sono 76 monumenti speciali a Varese. Sono alberi. Anzi, capolavori della natura. L’assessorato alla Tutela Ambientale di Palazzo Estense – grazie al lavoro di Pietro Cardani, Ilaria Merico, Chiara Barolo e Lorenza Castelli – li ha censiti uno ad uno e ne ha riportato valore, peculiarietà e caratteristiche in sei cartine dedicate ad altrettanti parchi cittadini (Giardini Estensi, parco Villa Mirabello, Toeplitz, Mylius, Baragiola, Augusta e Mantegazza).L’iniziativa, presentata dall’assessore Stefano Clerici assieme al suo staff e dal collega Sergio Ghiringhelli (Commercio e Turismo), ha un duplice valore: «Il primo è quello di riportare al centro dell’attenzione e della valorizzazione turistica questo patrimonio», ha spiegato Clerici. Le sei cartine stampate in 1.200 copie dal Centro litografico comunale saranno disponibili allo Iat di via Romagnosi, all’Urp di via Veratti, in via Copelli, sul sito del Comune (www.comune.varese.it) e sul portale turistico www.varesecittagiardino.it. «Quale miglior biglietto da visita?» ha aggiunto Ghiringhelli. Un biglietto da visita tanto pregiato quanto bisognoso di forze e risorse (anche economiche) adeguate alla sua conservazione. Questo è il secondo degli
obiettivi di Palazzo Estense. Il censimento – che ottempera a una precisa normativa regionale – è stato depositato al Pirellone a gennaio: «L’Ersaf visionerà con noi gli alberi con la finalità di conservarli al meglio anche attraverso un finanziamento che speriamo di ottenere entro l’anno» ha riferito Cardani.Per ciascun monumento verde occorrono circa duemila-tremila euro di “manutenzione straordinaria” che la Società italiana di arboricoltura prevede venga fatta ogni cinque anni.I criteri individuati dal Pirellone per definire un albero “monumentale” sono diversi. Quello utilizzato da Palazzo Estense è stato il criterio dimensionale.A trionfare in tal senso è stato il cedro di Villa Mirabello (cinque metri di diametro, il secondo in Lombardia per grandezza). Non meno importanti il faggio pendulo, il platano e il sughero di Villa Mylius; la sequoia gigante di Villa Baragiola e il cedro di Villa Mirabello. Il più “in salute” è il platano di Villa Mylius mentre non se la passano bene i faggi di Villa Toeplitz e la quercia farnia sul belvedere del Castellazzo, la più “anziana” tra le piante-monumento.
s.bartolini
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