MALPENSA Il cliente numero uno è stato un americano, arrivato allo Sheraton nel primo pomeriggio di ieri. Ma per la giornata di apertura del mega albergo da 433 stanze sorto davanti al terminal 1 di Malpensa, lungo la bellezza di 480 metri, le camere prenotate erano 20. Dagli Usa, dai Paesi Arabi e dalla Russia i clienti attesi già da ieri mattina. Per loro, stanze curatissime e la cucina italiana, anzi lombarda con piatti tipici locali come il risotto alla milanese o l’ossobuco pronti a conquistare ogni palato.
«Oggi apriamo in maniera soft», annota il general manager Gianrico Esposito. Il che significa “solo” 170 camere disponibili. «Entro metà ottobre ne saranno pronte altre 160, quindi il blocco definitivo per la fine del mese, ma contiamo di fare l’inaugurazione con tutti i crismi a gennaio dell’anno prossimo». Intanto si prepara il salone per il meeting da 800 persone che il 30 del mese dovrebbe tenersi allo Sheraton di Malpensa, il nuovo centro congressi più grande dell’intera regione.
C’è tutto, varcata la soglia dell’hotel disegnato da Riccardo Roselli nella sua parte esterna e pubblica e dallo studio Roberto Saporiti di Gallarate per quanto riguarda il design interno e le camere: 320 classic (da 150 euro a notte a stanza, sia singola sia doppia), 58 club room (con un’aggiunta di 30-40 euro e una serie di servizi però compresi nella Club lounge; dalla connessione wireless, alla tele da 37 pollici, agli snack per tutto il giorno), 24 disable room, 12 business. Poi ci sono le suite – junior, diplomatic e presidential (quest’ultima da 1.000 euro a notte) – che valgono un appartamento in aerostazione con
vista sul monte Rosa. Si passa da un piccolo monolocale quale è la suite junior, a 100 metri quadrati per un pernottamento presidenziale. La hall a piano terra, davanti alla stazione ferroviaria è ampissima, con un soffitto che potrebbe ricordare un canestro di giunco bianco o delle onde, con un voluto senso del movimento. Le scale mobili per il primo piano garantiscono un facile accesso alla zona convegni da una parte, mentre, nell’altro blocco, ci sono sauna, bagno turco, piscina, un vero e proprio centro benessere. Bar e ristorante «Il Canneto» da 180 coperti, aperto a tutti e dalla forte impronta lombarda, ma con piatti anche internazionali.
«Siamo qui per servire i passeggeri dell’aeroporto ma vogliamo caratterizzarci per un legame anche con il territorio e organizzeremo iniziative il fine settimana per le famiglie. Vogliamo essere un luogo aperto», anticipa il general manager di una struttura definita dai suoi creatori «un gigantesco oggetto di design» costata circa 60 milioni di euro, che occupa una superficie di 43mila metri quadrati ed occupa, al momento, 94 dipendenti diretti. «Siamo molto fiduciosi, lasceremo una forte impronta», chiosa Esposito con un team motivato alle spalle.
f.tonghini
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