Roma, 27 gen. (Apcom) – “Il silenzio non aiuta mai la vittima ma sempre l’aggressore”, “dovremo dedicare questa giornata non solo al ricordo ma anche alla riflessione, alla presa di coscienza”. Così Elie Wiesel, scrittore e premio Nobel per la pace sopravvissuto all’Olocausto, ha sottolineato, nel suo discorso nell’aula della Camera, il dovere della memoria della Shoah. “Se Auschwitz non ha guarito il mondo dall’antisemitismo – si è chiesto Wiesel – cosa potrà guarirlo?”.
Wiesel è la terza personalità a parlare davanti ai deputati riuniti nell’assemblea della Camera, dopo re Juan Carlos di Spagna e Giovanni Paolo II. “Dal passato abbiamo imparato che l’antisemitismo è un’infamia e il razzismo è stupido” ma “la speranza non è perduta” e “non dobbiamo consentire che il nostro passato diventi il futuro dei nostri figli”.
(Segue)
Vep
© riproduzione riservata










