«Si è perso il ricordo del dolore dei bambini»

Gabriella Marinoni, pediatra referente del Day Hospital oncologico, parla di vaccinazioni. Sottolineando come «la campagna ha l’importante obiettivo di far crescere in salute tutti quanti i bimbi»

«Si è perso il ricordo del dolore e dei mali provocati in migliaia di bambini da alcune malattie sviluppate in forma acuta». Questo, secondo la pediatra referente del Day hospital oncologico dell’ospedale Del Ponte, , la ragione del diffondersi di una radicata mentalità tra i nuovi genitori contro i vaccini.

«Introdurre ora l’obbligo di vaccinare può sembrare una limitazione della libertà, ma in realtà così si regala salute ai bambini».

Tutti noi pediatri siamo concordi sulla necessità di vaccinare i bambini. Solo delle campagne vaccinali a tappeto consentono di prevenire e, nel migliore dei casi di eradicare, patologie che comportano molta sofferenza ai bambini, in alcuni casi lasciano conseguenze permanenti o addirittura portano alla morte.

Secondo me si è perso il ricordo storico del dolore e dei mali provocati da alcune patologie sviluppate in forma acuta. Le nuove generazioni non possono saperlo, non percepiscono nella quotidianità queste sofferenze e diventa per loro più reale un dubbio o una teoria letta in un libro che non il dolore, ad esempio, di una persona anziana poliomelitica o la convinzione dei medici di tutto il mondo che hanno studiato non uno ma centinaia di libri, migliaia di articoli e ricerche di medicina e sono convinti della necessità di vaccinare.

La massima efficacia si ha quando l’adesione al vaccino è totale, mondiale, com’è avvenuto ad esempio con il vaiolo, che è stato completamente eradicato. Si è andati vicino con la Poliomelite, che però rimane in alcune parti del mondo. In questa società globalizzata avere comunque una popolazione ben vaccinata è fondamentale perché anche se arriva il virus, questo non si diffonde perché non riesce a riprodursi nei vaccinati che quindi non diventano nuove fonti di contagio.

Sì, certo. Ma le controindicazioni sono comunque inferiori al danno potenziale della malattia contro i quali sono creati. Questo vale in linea generale. C’è poi da non sottovalutare però il problema delle categorie a rischio.

Bambini oncologici, o con patologie sistemiche oppure molto sensibili alle allergie. Molti genitori dei bambini che seguiamo qui in ospedale ci chiedono aiuto e una risposta al vaglio dell’Asst Sette Laghi è quella di creare un ambulatorio vaccinale ad hoc per i bambini a rischio, in modo che possano godere della copertura del vaccino in tutta sicurezza.

I danni di cui è capace il meningococco sono noti a tutti mentre la varicella può provocare cerebelliti o broncopolmoniti transitori ma con effetti sistemici, quindi ben venga il vaccino. Come organizzare poi nella pratica questa nuova campagna vaccinale, in quali tempi, con quali fondi e con quale personale è un problema secondario di cui dovrà occuparsi la sanità pubblica. L’obbligo sembra negare libertà ma regala salute ai bambini e questo è secondo me prioritario.