VARESE- «La parola Islam vuole dire pace. Il terrorismo non fa assolutamente parte della religione musulmana, sono degli estremisti e sono i primi ad andare a uccidere nei Paesi musulmani. Usano la nostra religione per sporcarla, per fini politici ed economici. L’islam non è questo».Parla Insaf, una degli studenti dell’istituto Daverio finiti nel bel mezzo di una bufera mediatica per un litigio in classe. Insaf ieri pomeriggio ha partecipato, con altre 200 persone, alla manifestazione promossa dalla comunità islamica varesina “Not in my name”, per dire no al terrorismo usando l’Islam come paravento.È la prima volta che uno dei ragazzi accusati di aver boicottato il minuto di silenzio in classe per le vittime degli attentati di Parigi, episodio poi smentito e ridotto a una lite tra quattordicenni in aula, parla pubblicamente. «Abbiamo chiesto un minuto di silenzio non solo per le vittime degli attentati di Parigi, con tutto il rispetto per le vittime degli attentati di Parigi – ha sottolineato Insaf, che ha 14 anni – Abbiamo chiesto un minuto di silenzio per tutti i morti, anche per quelli in Siria, Libia, Marocco, Tunisia o Palestina. I nostri compagni ci hanno insultati dicendoci che quelli non erano Paesi
europei e che a loro interessava solo dei morti europei». Insaf torna sulla parola boicottaggio: «Non abbiamo mai boicottato il minuto di silenzio, su questa vicenda sono state scritte solo falsità da alcuni giornali – ha spiegato Insaf – Siamo usciti dall’aula per queste ragioni: non ci sono razze di serie A o razze di serie B. E poi il minuto di silenzio per tutti lo abbiamo fatto lì fuori». La ragazzina affronta anche il tema della bagarre politica nata sul caso: «Hanno strumentalizzato questa storia – ha incalzato – Salvini ha detto che avremmo dovuto essere rimpatriati. Ma io sono cittadina italiana e voglio costruire il mio futuro in questo Paese». Di fatto ad uscire d’aula sono stati studenti musulmani e cattolici. Gli studenti del Daverio si sono poi confrontati e chiariti. E Insaf spiega: «Questa mattina (ieri per chi legge) eravamo tutti insieme, tutti per mano davanti a scuola, in silenzio per dire no al terrorismo e commemorare le vittime. E questo è un segnale chiaro». Insaf ha strappato alla piazza un lunghissimo applauso. Quindi si è messa in prima fila reggendo lo striscione d’apertura del corteo “Contro la violenza e il terrore. Islam religione di pace”.













