«Siamo vicine a Karima. L’aiuteremo in tribunale»

Confconsumatori si schiera con la donna algerina vittima delle minacce dell’ex compagno

Tante le dimostrazioni di solidarietà per Karima Hasnaoui, la donna che è stata aggredita dall’ex fidanzato martedì sera nel bar Coccinella di viale Borri 5, bar che è stato distrutto dall’uomo in un impeto di rabbia.

Confconsumatori Varese, nella persona della presidente Mariella Meucci, intende mettere a disposizione il proprio staff legale (composto da due civilisti e un penalista e il medico legale) per la difesa dei diritti di Karima. È previsto a breve un incontro per decidere la linea difensiva. «L’aggressione è avvenuta l’8 marzo, il giorno di una festa che dovrebbe riguardare tutte le donne. Noi vogliamo superare le chiacchiere e i bla bla bla ed essere vicino alle donne con fatti concreti» dice Mariella Meucci.

Confconsumatori è già intervenuta a difesa della donna di Biumo che circa un mese fa è stata segregata in casa e violentata. L’associazione, inoltre, sta difendendo gratuitamente una famiglia di Saronno, di cui un membro è morto assistito da Leonardo Cazzaniga e l’amante infermiera Laura Taroni (entrambi accusati di morti sospette avvenute all’ospedale di Saronno). Karima ieri ha trascorso la giornata cercando di non pensare all’accaduto. Ha trovato la forza di portare alcuni curricula vitae nei negozi della città, proponendosi come cassiera.

Manifestazioni di affetto sono arrivate anche dalle persone che gravitano su viale Borri, che si sono preoccupate nel vedere il bar chiuso. La donna, nel pomeriggio, insieme a un’amica, è andata a pulire il locale e ha regalato diversi mobili a chi li voleva. L’attività, infatti, in seguito all’aggressione, non verrà più aperta.

Ricordiamo quanto accaduto martedì sera, passate le 22, nel bar Coccinella di viale Borri 5. «Quella sera – racconta Karima – stavo lavorando dietro al bancone, quando ho visto entrare nel bar il mio ex compagno. L’uomo (37 anni, tunisino), in preda all’alcol, ha cominciato con l’importunare una cliente italiana, atteggiamento da cui è scaturita una rissa a cui hanno preso parte altre persone che si trovavano nel locale. È partita anche una chiamata al 112 ed è stato a quel punto che il mio ex si è rifugiato nel retro del bar, minacciandomi “se dici che sono qui uccido te e i tuoi figli”».

«Poi, quando tutti se ne sono andati via, è uscito fuori dal suo nascondiglio. Mi ha colpito forte sul naso con un pugno e mi ha messo le mani intorno al collo, come per strozzarmi. Credevo di morire – continua Karima – A un certo punto ha mollato un po’ la presa e io sono riuscita a scappare. Lui è rimasto dentro al locale e ha iniziato a buttare tutto per terra. Urlava che voleva uccidermi». Karima si è rifugiata da un conoscente, con cui dopo qualche ora è tornata nel bar per chiuderlo. Lo spettacolo che ha trovato all’interno del locale è stato terribile: «aveva sbattuto tutto per terra rompendo bottiglie, bicchieri, scaffali, il distributore di caramelle. Aveva rubato perfino i soldi nella cassa».