MILANO – L’emergenza idrica continua a condizionare la stagione agricola lombarda. Per valutare l’andamento della campagna irrigua, Regione Lombardia ha riunito i rappresentanti del settore. Dall’inizio della stagione è stata distribuita una quantità d’acqua superiore del 30% rispetto allo stesso periodo del 2022, nonostante la disponibilità complessiva della risorsa sia inferiore del 50%.
L’obiettivo, spiega la Regione, è stato quello di utilizzare l’acqua disponibile nel modo più efficiente possibile, consentendo di portare a termine il primo raccolto. La situazione resta però delicata, soprattutto nelle aree risicole della Lombardia occidentale.
L’assessore regionale all’Utilizzo della risorsa idrica, Massimo Sertori, ha spiegato che prosegue il coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti per ottimizzare la gestione delle riserve. Tra i fronti più critici c’è quello del Lago Maggiore, mentre la Regione ha chiesto un ulteriore contributo alla Svizzera e ai concessionari italiani, in particolare a Enel. Accordi sono stati definiti anche per i bacini dell’Adda, dell’Oglio e del Lago d’Idro, mentre continua il confronto con Terna sul bacino del Chiese.
Per l’assessore all’Agricoltura Alessandro Beduschi la disponibilità d’acqua consentirà di proseguire con l’irrigazione soltanto fino ai primi giorni di agosto. Da qui la necessità, ribadita dalla Regione, di intervenire sulla gestione del sistema irriguo, sulla programmazione delle colture e sulle tecniche di irrigazione. «La situazione è grave ma non compromessa», ha dichiarato l’assessore all’Ambiente e Clima Giorgio Maione.













