Roma, 28 apr. (Apcom) – Come promesso dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni, tornano nel disegno di legge sicurezza le norme sulle ronde e sul prolungamento fino a sei mesi della permanenza degli immigrati nei Centri di identificazione ed espulsione (Cie). Il governo ha presentato in commissioni riunite Affari Costituzionali e Giustizia di Montecitorio due emendamenti che reintroducono la norma sulle associazioni dei volontari per la sicurezza, stralciata dal decreto dopo le proteste dell’opposizione, e la norma sui Cie bocciata già due volte dal Parlamento: una volta al Senato nel corso della prima lettura del ddl sicurezza e una volta alla Camera, con voto segreto, nel corso dell’esame del decreto sicurezza.
Soddisfatta la Lega che ha presentato in
Commissione due identici emendamenti. Dal governo arriva anche un
emendamento che mette mano alla cosiddetta ‘tassa di soggiorno’
di 200 euro che gli immigrati dovranno pagare per ottenere il
permesso di soggiorno: l’importo rimane lo stesso ma si chiamerà
“contributo” e non più tassa. Inoltre, secondo l’emendamento del
governo, il gettito derivante dal contributo di soggiorno sarà
interamente destinato al dipartimento per le libertà civili e
l’immigrazione del ministero dell’Interno (che invece secondo il
testo uscito dal Senato riceveva solo la metà del gettito
raccolto).
Il governo inoltre ha presentato un emendamento che tende a
contrastare la prassi utilizzata dagli stranieri per evitare
l’espulsione, ovvero quella di provare la convivenza con il
coniuge o con un parente entro il quarto grado: secondo la
proposta di modifica presentata dall’esecutivo il parente dovrà
essere entro il secondo grado (quindi genitori, figli, fratelli,
sorelle, nipoti e nonni).
Quanto agli emendamenti sulle ronde e sui Cie, il testo è
identico a quello che era presente nel decreto sicurezza. Per
quanto riguarda le associazioni volontarie l’esecutivo stabilisce
che “i sindaci, previa intesa con il prefetto, possano avvalersi
della collaborazione di associazioni tra cittadini non armati per
segnalare alle forze di polizia o locali eventi che possano
arrecare danno alla sicurezza urbana o situazioni di disagio
sociale”. Tali associazioni sono iscritte “in un apposito elenco
tenuto a cura del prefetto” che sente anche il parere del
Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Tra le
associazioni di cittadini i sindaci si avvalgono “in via
prioritaria” di quelle costituite da ex appartenenti alle Forse
dell’ordine, alle Forze Armate e agli altri corpi dello Stato.
La permanenza nei Cie, secondo l’emendamento presentato dal
governo, può arrivare fino a 6 mesi, “in caso di mancata
cooperazione al rimpatrio del cittadino del paese terzo
interessato o di ritardi nell’ottenimento della necessaria
documentazione dei paesi terzi”.
Luc
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