S’indaga sulle armi trovate in casa. E rimane il giallo dell’anello d’oro

Il blitz a San Fermo - Giovedì l’arresto di un quarantacinquenne. Esami balistici in corso: sono state usate?

Sono in corso tutti quegli accertamenti tecnico/balistici che hanno l’obiettivo di verificare se le armi rinvenute nella casa del quarantacinquenne di origine calabrese residente a San Fermo, arrestato lo scorso giovedì dagli agenti della squadra Mobile della Questura di Varese, possano essere state utilizzate per commettere dei crimini. Intanto, rimane il mistero sull’anello d’oro con brillanti di dubbia provenienza. «L’uomo – spiega il commissario capo , dirigente della Squadra Mobile – non ha dato spiegazioni sull’origine del prezioso». Si presume che l’anello possa essere stato rubato. Anche perché nell’abitazione del quarantacinquenne è stato

trovato anche un assegno da 500 euro intestato ad altri. Alcune risposte potrebbero arrivare dalle armi stesse: gli inquirenti lavorano per individuarne la provenienza. Si tratta del sequestro di un fucile a canne mozze carico pronto all’uso, alcune cartucce di scorta, un revolver funzionante anch’esso con cartucce, una pistola tipo semiautomatica a gas per la quale sono in corso una serie di accertamenti per capire se è stata modificata. Insieme all’arsenale anche due passamontagna e dei guanti, materiali questi, unitamente alle armi, ritenuti di probabile utilizzo per la commissione di possibili rapine.

La perquisizione domiciliare, solo grazie alla meticolosità degli operatori, ha permesso di rinvenire circa 100 grammi di hashish, circa 10 grammi di cocaina e della sostanza da taglio, abilmente occultati all’interno del mobile cucina.
Oltre a ciò, sono stati rinvenuti svariati documenti di identità intestati ad altre persone, che si presume siano stati rubati, o comunque detenuti ingiustificatamente. Dai successivi controlli sono anche stati trovati dei timbri di alcuni uffici dell’anagrafe provenienti da diversi comuni. A questo si aggiunge il fatto che l’arrestato non è nuovo a questo genere di reati.
Il 45 enne è pluripregiudicato per i reati di detenzione ai fini di spaccio di hashish e cocaina, ricettazione e detenzione abusiva di armi comuni da sparo, di cui una alterata. L’uomo, è stato arrestato dagli stessi agenti che, nell’agosto del 2009, lo avevano sorpreso mentre si accingeva a “prendersi cura” di una sua personale serra composta da circa 1.500 piante di marijuana, individuata all’interno di un bosco di quel quartiere. Erano così scattate le manette per l’uomo: con i successivi cumuli pena per altri reati sia contro il patrimonio che contro la persona il quarantacinquenne era finito quindi in carcere con una successiva riabilitazione (affidamento ai servizi sociali), fino al novembre 2015.
Giovedì il quarantacinquenne è stato nuovamente tratto in arresto, per la detenzione ai fini di spaccio della droga, la detenzione abusiva delle armi e la ricettazione delle stesse e, su disposizione del Pubblico Ministero di turno, , è stato accompagnato nel carcere dei Miogni.

L’operazione ha preso il via da una serie di segnalazioni, pervenute in forma confidenziale a personale della Sezione Antidroga, le quali indicavano che, in un caseggiato del rione San Fermo, vi era uno strano andirivieni di persone, soprattutto nelle ore serali, i cui comportamenti facevano supporre che vi potesse essere in corso un’attività di spaccio “a domicilio”.