Sinner impone la legge del numero uno, Musetti e Cobolli si sfideranno: l’Italia brilla a New York

Sinner incisivo, Musetti solido, Cobolli infinito. Tre percorsi diversi, un unico messaggio: gli azzurri ci sono, e fanno rumore agli US Open.

Jannik Sinner non lascia scampo ad Alexei Popyrin e conferma perché oggi è il numero uno al mondo. La partita non ha mai conosciuto squilibri: binari tracciati fin dall’inizio, ogni tentativo di ribellione cancellato con naturalezza, persino con un ace di seconda nei momenti caldi. Più impegnativo dell’esordio con Kopriva, certo, ma archiviato con la stessa brutalità disarmante. In risposta, il livello è stato impressionante: l’australiano, sconsolato, ha finito per allungare la lista di chi non ha trovato antidoti al tennis di Jannik. Missione compiuta, ancora una volta.

E adesso sarà derby azzurro, perché anche Flavio Cobolli si prende la ribalta. Il romano piega in una maratona di 4 ore e 32 minuti lo statunitense Jenson Brooksby: 5-7, 6-3, 6-4, 2-6, 7-6 il punteggio di un duello estenuante, deciso da un super tiebreak che vale qualificazione e rivincita. Nel 2022, al Foro Italico, Brooksby l’aveva spazzato via in due set sulla terra. Stavolta, sul cemento di Flushing Meadows, la storia è stata scritta al contrario: resistenza fisica, nervi saldi e un coraggio che ha fatto la differenza.

Ad attenderlo ora c’è Lorenzo Musetti, capace di eliminare David Goffin e pronto a recitare la sua parte in un derby che profuma di passaggio generazionale e di nuove ambizioni azzurre.

L’Italia del tennis si ritrova così con tre protagonisti a stelle e strisce: il campione già affermato e due giovani che cercano di seguirne le orme. Con un messaggio chiaro a tutti: a New York, gli italiani non sono comparse.