Siria/ Assad parla alla nazione, ma niente annunci riforme

Siria/ Assad parla alla nazione, ma niente annunci riforme

Roma, 30 mar. (TMNews) – Applauditissimo dai deputati presenti, ma nella sostanza assai vago: l’atteso discorso parlamentare del presidente siriano Bashar al Assad, sullo sfondo di proteste popolari senza precedenti e all’indomani delle dimissioni del governo in carica dal 2003, non ha portato nessun annuncio delle riforme promesse dal Capo dello Stato.

Assad – più volte interrotto dai parlamentari che gli hanno espresso il loro appoggio, con applausi e urla di sostegno nell’emiciclo – si è limitato ad affermare che le priorità del nuovo esecutivo dovranno essere la lotta alla disoccupazione e alla corruzione: “Se vi sono dei riformatori, li appoggeremo: siamo totalmente favorevoli a delle riforme, è il primo dovere di uno Stato; ma non siamo favorevoli al dissenso”, ha proseguito, dicendosi disposto a soddisfare le richieste della popolazione ma non a “tollerare il caos”.

Nessun accenno dunque né alla nuova legge sulla stampa, né a quella sul pluralismo politico, né soprattutto alla revoca dello stato di emergenza, in vigore dal 1963 e che di fatto limita fortemente le libertà e i diritti dei cittadini, autorizzando inoltre l’arresto di qualunque persona “sospetta o che minacci la sicurezza” del Paese.

Assad ha tenuto inoltre a sottolineare la diversità del caso siriano rispetto alle rivoluzioni avvenute o in corso nel mondo arabo: “Non siamo isolati dal resto della regione, ma non siamo una copia degli altri Paesi”, ha ribadito definendo i disordini nel Paese come “una cospirazione, differente nella forma e nel momento prescelto da ciò che succede altrove nel mondo arabo”.

Quanto al nuovo governo, la cui composizione dovrebbe essere annunciata nei prossimi giorni, la stampa siriana preferisce i
tecnocrati: “I Ministri dovranno essere scelti sulla base delle loro competenze, dell’onestà, la capacità decisionale”, si legge sul quotidiano governativo Techrine, che sottolinea come dovere del nuovo esecutivo sia quello di “assicurare i servizi necessari per i cittadini e garantire che tutti i progetti di sviluppo siano realizzati senza corruttele”.

“Vogliamo delle riforme ed esigiamo che gli incompetenti siano
giudicati: ci battiamo perché queste riforme siano moderne,
trasparenti e rapide”, aggiunge il quotidiano As Sura, anch’esso
vicino al governo; l’indipendente Al Watan nota infine come
l’esecutivo uscente, con le proprie dimissioni, abbia ammesso le
proprie responsabilità di fronte alle “legittime rivendicazioni
del popolo siriano”.

Mgi

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