Roma, 29 set. (Apcom) – Il procuratore capo dell’Aquila, Alfredo Rossini, smentisce le notizie di stampa secondo cui nell’inchiesta sui crolli, a seguito del terremoto dell’aprile scorso in Abruzzo, ci sarebbero almeno sessanta indagati. “Sono numeri totalmente fantasiosi. Non è assolutamente vero; nessun nome è stato iscritto per ora nel registro degli indagati – ha detto Rossini durante la trasmissione Radio Anch’io – perché stiamo verificando chi potrebbe essere indagato”.
“Ho semplicemente detto che abbiamo in corso di ricezione tutte le consulenze che abbiamo dato, di cui alcune sono state depositate, e sulla base di questo – ha spiegato il procuratore Rossini – assieme anche alla polizia giudiziaria che sta accertando i nominativi delle persone interessate nella costruzione di quei fabbricati, se si ravviseranno delle responsabilità individuali, entro i primi di ottobre si potranno iscrivere delle persone nel registro degli indagati”.
“Ho detto anche – ha proseguito – che stavamo trattando con priorità alcuni siti importanti come la Casa dello studente, o il convitto, che sono i quattro-cinque siti a cui è stata data priorità. In base a quello, se risultano elementi sufficienti dalle perizie, ci potranno essere degli indagati”.
Sulle costruzioni interessate dai crolli, Rossini ha affermato: “Stiamo facendo questo conteggio da un po’ di tempo, in maniera indefessa. Sono circa duecento i siti. E su questo stiamo facendo delle perizie”, ha ribadito, sottolineando che “stiamo lavorando bene, nei tempi previsti, e stiamo portando a termine gli accertamenti anche prendendoci dei rischi. Io stesso – ha concluso – mi sono infilato nelle fondamenta della casa dello studente. I primi di ottobre ci potrebbero essere degli indagati. Questo ho detto, tutto il resto è fantasia”.
Gtz
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