“Slay non è il salvatore Noi aspettiamo Gergati”

“Slay non è il salvatore Noi aspettiamo Gergati”

di Francesco Caielli

VARESE Siamo più o meno a metà della stagione, e la classifica è lì da vedere. Non così brutta da lasciare spazio alla disperazione, non così bella come avrebbe potuto essere con un po’ più di fortuna e un po’ meno di quella pollaggine – in campo e dietro le scrivanie – che ha fatto buttar via qualche punto di troppo. Non è certo tempo di bilanci, perché quelli si fanno alla fine e perché tutto è ancora in gioco. E’ tempo, quello sì, di analisi: e coach Pillastrini ha voglia di parlare.Domande a raffica, così come vengono in mente. Partiamo: gli infortuni, perché così tanti?E’ una stagione così. Quando succedono queste cose, quando si è di fronte a una serie così lunga di problemi, un allenatore prova a farsi tutte le idee e valuta ogni possibilità, dà spazio a ogni dubbio. Ci sbatto la testa quotidianamente, ma l’unica cosa che posso dire è che i nostri sono infortuni cronici: Slay, Thomas, Passera, i problemi muscolari di Childress e quelli di Cotani.Quindi?Quindi da un lato dico che erano imprevedibili e probabilmente inevitabili, dall’altro penso che quando prendi giocatori che sono già un po’ avanti negli anni, certe cose te le devi anche aspettare: speri che non succedano, ma li devi mettere in preventivo.Ha senso aspettare Slay?Assolutamente no, quelle che sento dire da qualche settimana sono solo delle sciocchezze: questa, quella che ho davanti a me in questo momento è la squadra con cui dovremo provare a salvarci. Non credo a Babbo Natale e non ho la sfera di cristallo: Ron è fermo da mesi ed è reduce da un intervento chirurgico, e chi afferma che potrà giocare ai suoi livelli nel giro di poco tempo è un sognatore.Eppure Ron arriverà il 2 febbraio…E arriverà a scatola chiusa, nessuno può sapere quali siano le sue condizioni. Certo, è un nostro giocatore ed è sotto contratto: quindi lo cureremo, lo alleneremo, e faremo di tutto per rimetterlo in campo nei tempi più opportuni. Ma pensare oggi a Slay come al salvatore della patria è semplicemente folle.Due partite in casa – Cantù e Pesaro – nelle quali la squadra ha messo in campo continuità. Due in trasferta – Cremona e Milano – che invece sono state un po’ buttate via. Concorda?Concordo pienamente sul discorso della continuità,

e sono contento che sia stato notato: è stata la continuità che ci ha permesso di mettere sotto Cantù e di strappare una vittoria contro una Scavolini che ha giocato una partita quasi perfetta. Dissento sul discorso delle sconfitte in trasferta.Perché?Perché ho visto del buono anche in quelle partite: in entrambe i casi eravamo in vantaggio nell’ultimo periodo. A Cremona abbiamo perso per colpa nostra, a Milano perché loro hanno giocato gli ultimi cinque minuti in maniera quasi perfetta.Perché Gergati non gioca?Mi fa piacere parlarne, davvero. Perché ci tengo a dire che Gergati gode della mia totale e assoluta fiducia. E lo sa anche lui, visto che ne abbiamo parlato più volte.E allora, perché non gioca?Perché si è creata una situazione brutta, che mai avrei voluto affrontare e che ora è giusto che spieghi.Prego.Il nostro reparto di guardie è formato da cinque giocatori: un americano di trentasette anni, due americani fortissimi con la fascite plantare, e da McGrath che è un buon giocatore. E io devo fare delle scelte.Spieghi meglio.Gergati sarebbe l’elemento di completamento ideale per il nostro reparto esterni, ma io non posso permettermi di fare giocare «tutti un po’»: e credo sia meglio che Lollo in queste partite sia uscito dalle rotazioni. Tornerà a giocare e a giocare come sa, e tutti diranno che avrei potuto metterlo in campo anche prima, anche in queste partite.Ah, noi di certo lo diremo: garantito.E mi farà piacere sentirvelo dire, perché Lollo se lo merita per davvero. Il problema è che questa situazione è lontana da quella che considero ideale per me. Io preferisco avere un giocatore forte e tre o quattro giocatori di completamento, piuttosto che averne cinque di buon livello. Noi avevamo costruito la squadra come piace a me, ma alcuni giocatori si sono fatti male e abbiamo dovuto sostituirli con gente brava. Ora gli infortunati stanno rientrando, e gli esterni diventano troppi, tutti di buon livello. Con Gergati che è un ottimo completamento.E ora è meglio che non giochi, giusto?Giusto. E parliamo di Lollo, ma anche di Antonelli e di Mian: gente che avrei voluto far giocare ma che non posso buttare in campo da prime linee, perché prime linee non sono. E’ una situazione che mai avrei voluto affrontare, ma io sono l’allenatore. E devo fare le scelte che ritengo più opportune.

a.confalonieri

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