La Provincia di Varese è stata tra le prime in Lombardia a creare e approvare le condizioni economiche, programmatiche e gestionali del sistema idrico integrato, in vista della costituzione del gestore unico. Un importante passo avanti che precede l’ormai prossima nuova gestione del servizio.
È stato approvato, infatti, dalla conferenza dei sindaci precedentemente, e lo scorso 18 aprile in giunta, il Piano d’ambito che pianifica gli investimenti e le necessità del territorio in merito alle rete idrica, fognaria e depurativa dell’intera provincia di Varese. In altre parole, si tratta dello strumento guida che il costituendo gestore unico in house dovrà seguire per ottimizzare il servizio.
Oltre al piano degli investimenti, sono stati approvati anche il modello gestionale organizzativo del futuro gestore e il piano economico finanziario. «L’iter burocratico é stato completato – spiega il commissario straordinario di Villa Recalcati, , che da sempre segue la questione – siamo stati l’unica Provincia ad averlo fatto. Ora manca l’atto formale: l’atto notarile che stabilisce che tipo di società verrà costituita, lo statuto e la nomina della governance: le cinque persone che formeranno il Cda, il presidente e l’amministratore delegato».
Queste persone dovranno, però, avere peculiarità ben precise. «Massima capacità gestionale e professionalità. La governance dovrà rappresentare politicamente tutti». Proprio per questo, per procedere con l’ultima fase che porterà alla costituzione del gestore unico, si attenderanno le elezioni del 25 maggio.
Secondo la programmazione stimata da Galli, la nuova società sarà pronta a entrare in servizio con l’inizio dell’estate. «Entro giugno verrà costituita, entro luglio prenderà il via la bollettazione intestata alla nuova società». Inizialmente, per l’utente non cambierà nulla. L’unica differenza sarà l’intestazione della bolletta che farà capo alla nuova società.
«Per gestire al meglio il passaggio, inizialmente ci saranno contratti di servizio con le società che oggi gestiscono il sevizio acqua. Per esempio di Aspem A2a, quello che oggi A2a ha tra se stessa e il Comune di Varese, domani l’avrà tra se stessa e la nuova società. I dipendenti di A2a continueranno a fare il proprio lavoro».
In una fase successiva la nuova società di gestione comincerà ad avere dipendenti propri. «All’inizio la società avrà come propri dipendenti solo gli amministrativi che si occuperanno della bollettazione. Con l’autunno inizierà ad assorbire parte dei dipendenti delle vecchie società di gestione, come previsto dal contratto».
Ma non è tutto, perché all’orizzonte sono attesi degli aumenti sulle tariffe legate al consumo di acqua. Sino ad oggi, l’aumento della tariffa è stato quasi nullo. Infatti, se nel 2004 la base era di 0,38 euro al metro cubo, oggi ammonta a 0,47 euro. «L’aumento, se ci sarà, si attesterà tra i 9 e gli 11 centesimi al metro cubo. Una persona consuma mediamente 80 metri cubi di acqua all’anno: l’aumento medio sarà di circa 9 euro per persona all’anno, di 25 euro per un nucleo familiare. L’aumento delle bollette riguarderà il prossimo anno».
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