Sono oltre 400 i turisti stranieri rimasti bloccati sull’isola yemenita di Socotra, dopo la cancellazione dei voli legata al peggioramento della situazione di sicurezza nel Paese. Tra loro ci sono 86 cittadini italiani, sparsi tra hotel e campeggi e non appartenenti a un unico gruppo organizzato.
A confermare la situazione sono fonti locali e governative. «Abbiamo più di 400 turisti stranieri sull’isola, i loro voli sono stati cancellati», ha dichiarato all’AFP Yehya ben Afrar, vicegovernatore di Socotra con delega a cultura e turismo. Secondo un rappresentante del governo yemenita, il numero complessivo sarebbe di 416 persone, tra cui oltre 60 cittadini russi.
Italiani assistiti dalla Farnesina
Per quanto riguarda i connazionali, l’Unità di crisi della Farnesina, in raccordo con il ministero degli Esteri e con l’ambasciata italiana a Riad, competente per lo Yemen, è al lavoro insieme ai tour operator per individuare soluzioni utili a favorire il rientro in sicurezza.
Coinvolti anche polacchi e russi
La crisi coinvolge turisti di numerose nazionalità. I media polacchi riferiscono della presenza di decine di cittadini polacchi bloccati sull’isola, mentre l’ambasciata russa in Yemen ha confermato di aver ricevuto numerose richieste di assistenza da parte di connazionali impossibilitati a lasciare l’arcipelago.
Stato di emergenza e voli sospesi
Secondo quanto riportato dalla stampa polacca, a Socotra è stato dichiarato lo stato di emergenza e i principali punti di ingresso sono stati temporaneamente chiusi. La compagnia aerea che garantisce gran parte dei collegamenti con l’isola ha sospeso le operazioni almeno fino al 6 gennaio, causando cancellazioni e deviazioni.
A confermare la gravità della situazione è stato anche il portavoce del ministero degli Esteri polacco, Maciej Wewiór, che su X ha spiegato come la chiusura dello spazio aereo sia legata all’intensificarsi delle operazioni militari in una regione già segnata da anni di instabilità.
Nel frattempo, i turisti restano in attesa di sviluppi, mentre le autorità diplomatiche lavorano per ripristinare i collegamenti e consentire il rientro nei Paesi di origine.













