"Sogliano e Sannino sfondanoLa Pro è una ferita aperta"

"Sogliano e Sannino sfondanoLa Pro è una ferita aperta"

di Stefano Affolti

VARESE Il fabbricante di sogni ha cambiato indirizzo. Un anno fa, di questi tempi, Franco Ceravolo, pur rimanendo spesso dietro le quinte, stava architettando in fretta e furia la Pro Patria che poi, in barba alle cassandre, ha rischiato di salire in serie B. Ora ci prova ad Arezzo: gli amaranto, prossimi rivali del Varese, sono tra le favorite del nuovo campionato. In Toscana per Ceravolo, fiuto sopraffino e lunga militanza nel calcio che conta, la poltrona di direttore generale e un impegno preciso: ritrovare il lignaggio perduto.Ceravolo, il mercato è finito: un po’ di requie per voi addetti ai lavori.Mah, giusto il tempo di un respiro più profondo del solito. In realtà in questi giorni abbiamo fatto poco, soprattutto in uscita: ci eravamo mossi bene in anticipo, a luglio. Mezzano è stato l’unico ritocco sostanzioso dell’ultim’ora a un organico già importante.Lo voleva pure la Pro Patria. Dispetto o strategia in buona fede?Le trattative son trattative, alla fine si può firmare per una sola squadra. Da Busto ho già portato qui Music e Fofana, dai quali mi aspetto che ripetano le belle prestazioni sfoderate in biancoblù. Mi creda: avrei potuto prendere altri ex tigrotti, forse addirittura tutti. Perché quei giocatori avevano e hanno un rapporto speciale col sottoscritto.Un coro di osservatori vi indica tra le candidate alla B: panni che vi calzano?Sulla carta l’Arezzo può stare al vertice. Il girone A è il più bello e competitivo: nel B dietro a Pescara e Verona c’è il vuoto; di qua tante squadre hanno le armi per vincere. Penso per esempio a Novara, Benevento, Cremonese, Perugia. Alcune di queste hanno pure speso tanto, mentre noi, che non siamo nababbi, ci siamo dedicati al mercato intelligente, prendendo gente valida a parametro zero o in prestito. Pensiamo di poter lottare con le grandi di cui sopra: l’esito poi, come sempre, dipenderà da tanti fattori, fortuna compresa.Per voi finora una sconfitta e una vittoria, per le altre papabili stenti assortiti: che campionato è?Ancora in embrione: all’inizio i risultati a sorpresa fanno parte del copione. Le vere gerarchie e gli

standard di rendimento si definiranno tra un paio di mesi. Adesso è importante seminare bene, senza perdere la calma se capita qualche inciampo.Non ha pronosticato la Pro Patria.Ha cambiato pelle, archiviando nei fatti quanto costruito lo scorso anno. Eviterei i paragoni: questa squadra non è meno forte di quella, è solo molto diversa dopo la diaspora. La “mia” Pro era un gioiello, unico e irripetibile. Io non avrei voltato pagina bruscamente, perché quel gruppo poteva aprire un ciclo.Dopodomani sull’Autolaghi vedrà il casello di Busto Arsizio: a cosa penserà?A un’avventura memorabile che avrebbe meritato il lieto fine: ho fatto tutto da zero, in dieci giorni, senza una società solida alle spalle, ed è venuta fuori la squadra più forte del campionato, che doveva andare in B. Sono felice di aver regalato emozioni così a una città e a un pubblico eccezionali. Però…Però?Ho un tarlo che mi rode. Chi c’era sa che ci ho messo la faccia, dando totale disponibilità, adoperandomi perché tutto filasse liscio nella fase delicata della crisi societaria. Almeno un grazie ci stava, invece niente, tutto dimenticato: la dirigenza è sparita nel nulla, più sentito nessuno. Peggio: qualcuno si è fatto bello alle mie spalle, sfruttando il mio lavoro. Questo non è giusto e mi fa male, anche se so bene che la riconoscenza è merce rara.Conosce il Varese?Potrei dirle le solite cose: piazza storica, società ben organizzata, squadra attrezzata eccetera. La verità è che del Varese mi colpiscono l’entusiasmo e la mentalità vincente: vedendolo giocare sono i dati più clamorosi e positivi, al di là dei valori tecnici, che non mancano. Sarà dura per noi.Merito di Sannino?Dietro a certi atteggiamenti in campo si vede la mano del tecnico. È un allenatore particolare, molto interessante. Un emergente dai metodi efficaci, visto che ha ottenuto promozioni a ripetizione. In una parola è un vincente: farà strada.Via Grossi, ecco Zecchin: cambio alla pari?Conosco i Sogliano da una vita: Luca ha preso da Ricky. È un dirigente di grande avvenire, abile e profondo conoscitore della materia. Qualunque mossa facesse, se fossi in voi mi fiderei ciecamente.

a.confalonieri

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