VARESE Ci sono giornate in cui verrebbe voglia di spegnere il telefono e insieme il mondo, chiudere gli occhi e tapparsi le orecchie, e non parlare con nessuno. Giornate rabbiose, nelle quali ci si trova a combattere contro nemici che non ti aspettavi, proprio quando ci sarebbe solo bisogno di silenzio e tranquillità. Giornate così, come quelle che seguono una partita come Paganese – Varese: una partita finita in parità e che ha fatto storcere il naso a qualcuno che forse si era abituato troppo bene, e che nel giro di pochi mesi si è dimenticato da dove arrivava. E allora Luca Sogliano allarga le braccia e
sbotta: «Il pareggio di domenica? C’è poco da dire, anzi: non dico proprio nulla».Non ci stiamo. Ci dica la prima cosa che le passa per la testa.Che siamo tornati a casa con un punto: avrebbero potuto essere tre, ma anche zero. Chi ci critica dopo una partita come quella di Pagani dimentica tante cose, e tra le altre dimentica che in campo ci sono anche gli avversari.Avversari che hanno fatto la loro partita: se l’aspettava?L’ho detto proprio a voi lunedì scorso: occhio, quelli hanno fame. Sono ultimi in classifica e noi siamo in alto, insomma: se il calcio fosse una scienza esatta non ci sarebbe stata partita.
e.romano
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