GALLARATE Saranno più di 200 i testimoni che dovranno gioco forza sfilare davanti ai giudici bustesi dopo l’affair “porno massaggiatore”, scoppiato nel 2007. Il processo a Roberto Benatti, 53 anni, gallaratese, sedicente fisioterapista e medico sportivo senza laurea che pare abbia curato anche qualche giocatore di serie A, torna a Busto dopo il ping pong con Belluno: Benatti, che narcotizzava e poi violentava i suoi pazienti maschi con la scusa di curarli (e a documentare gli abusi ci sono migliaia di fotografie ritrovate dagli inquirenti nel pc dell’uomo), aveva infatti due stdi. Uno a Busto e uno a Belluno, appunto: l’inchiesta è partita da Busto Arsizio, è andata a Belluno e dopo che la corte bellunese ha accolto l’eccezione del difensore Alberto Telamone sulla competenza territoriale, è tornata in terra bustocca. E si ricomincia da capo: il pm Massimo Baraldo ha depositato ieri la richiesta di rinvio
a giudizio a carico di Benatti. L’udienza prelibare sarà fissata dal gup Luca Labianca tra gennaio e febbraio: e l’iter ripartirà. A Belluno Benatti aveva chiesto un patteggiamento a 5 anni, poi rigettato. E quindi si era avventurato sul dibattimento. A Busto si vedrà: intanto ci sono circa 200 notifiche da fare, tanti infatti sono i testimoni/vittime del porno massaggiatore, come Benatti è stato ribattezzato. Belluno, tra l’altro, avrebbe accolto l’eccezione difensiva sulla base di un principio discutibile: il reato più grave sarebbe la somministrazione (con detenzione) di allucinogeni ai pazienti/vittime. Reato inasprito con norma datata 2006: e per i giudici bellunesi il primo reato di questo tipo commesso da Benatti post 2006, sarebbe stato consumato a Gallarate. A carico dell’uomo, però, ci sarebbe anche un abuso su minore avvenuto a Belluno. E a questo punto Busto potrebbe dichiararsi incompetente e il reato tornare in Veneto.
f.delpiano
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