Spaccio e furti. Crisi senza fine tra il centro e la zona stazioni

Un venerdì senza tregua per i carabinieri: tre denunce e un arresto

Droga e furti, il centro di Varese sempre nel mirino delle forze dell’ordine. Non si placa la piaga dello spaccio di stupefacenti nella zona della stazioni ferroviarie, così come l’ondata di furti tra gli esercizi commerciali del centro storico.

Una giornata di controlli, arresti e denunce quella di venerdì. A partire dalla denuncia, appunto, in concorso per una madre e una figlia, per il furto all’interno di un esercizio commerciale del centro città della borsetta della titolare. Dalle testimonianze e dalla ricostruzione dei carabinieri, infatti, pare che le due fossero entrate all’interno del negozio e, riuscendo a distrarre appunto la titolare, fossero riuscite a fuggire con la sua borsa all’interno della quale era custodito il portafogli, i documenti e diversi effetti personali.

La donna, però, si è immediatamente accorta di quanto successo, avvertendo il 112. La pattuglia dei carabinieri è immediatamente arrivata in suo soccorso, raccogliendo la descrizione della coppia di donne che l’aveva raggirata e derubata. Sono quindi così partite le ricerche. E, poco dopo, le due sono state avvistate poche vie più in là. Discriminante il fatto che la madre avesse ancora addosso la borsa, con tutto il suo contenuto ancora all’interno. È stato a quel punto che per le due, classe 1964 e classe 1993, italiane, è scattata la denuncia a piede libero con l’accusa di furto.

E poi, la droga. E ancora, le stazioni. I militari dell’Arma sono entrati in azione dopo aver notato un assembramento di gente, con un fitto scambio di non meglio specificati oggetti di mano in mano, attorno a due ragazzi, risultati essere due albanesi di 33 e 24 anni.

I carabinieri hanno così deciso di entrare in azione, innanzitutto procedendo all’identificazione e alla perquisizione dei due: addosso nessuna dose, ma ben 700 euro in contanti nelle tasche del 33enne. A quel punto i carabinieri hanno rintracciato le persone che poco prima si aggiravano intorno a loro: da lì è arrivata la conferma che quei movimenti altro non erano che acquisti fulminei di stupefacente. Il 33enne è stato arrestato e già condannato per direttissima all’obbligo di firma. Il presunto complice è stato invece denunciato.