Spagna/ Oggi le amministrative, all’ombra degli indignati

Spagna/ Oggi le amministrative, all’ombra degli indignati

Roma, 22 mag. (TMNews) – Se i manifestanti antisistema si
dichiarano “indignati”, il governo socialista spagnolo è
piuttosto rassegnato a una dolorosa sconfitta nelle elezioni
amministrative in programma oggi, nelle quali da una a tre
regioni potrebbero cambiare colore per finire nelle mani
dell’opposizione conservatrice del Pp.

La crisi economica e le conseguenti misure di austerità hanno
colpito duramente il Psoe, che in campagna elettorale si è
sforzato di separare il giudizio sull’operato dell’esecutivo dal
voto per un’amministrazione locale: a giudicare dai sondaggi,
senza troppo successo.

In questo scenario, le manifestazioni del “Movimento 15-M” – proseguite anche durante la giornata di riflessione senza che la polizia sia intervenuta, nonostante la sentenza che le dichiarava illegali – potrebbero avere un doppio effetto, a tutto svantaggio dei socialisti.

Sebbene il movimento si schieri di fatto contro entrambi i
principali schieramenti la situazione sembra infatti favorire
ulteriormente il Pp: da una parte perché il suo elettorato
potrebbe mobilitarsi contro un movimento percepito e presentato
come di “anarchia” e di matrice di estrema sinistra, dall’altra
perché è il governo socialista a vedersi inevitabilmente
attribuite le principali responsabilità della crisi, rischiando
un aumento dell’astensione nell’area moderata che colpirebbe
soprattutto il Psoe.

Proprio il recupero dell’astensione era la scommessa elettorale socialista, che i sondaggi sembrano dare per perduta: se in Castilla-La Mancha il Psoe potrebbe ancora tenere, nel feudo dell’Extremadura potrebbe prodursi un ribaltone storico mentre nelle Asturie e nelle isole Baleari i socialisti dovrebbero riconfermarsi il partito più votato ma ciò non garantirà loro il governo, per la presumibile mancanza di alleanze; unica certezza sembra l’Aragona, mentre le nelle regioni dove già governa il Pp non vi è alcuna possibilità di cambiamento.

Non si vota in Catalogna, Paesi Baschi, Galizia e Andalusia, ma sono in gioco – oltre a quello di Madrid – anche i municipi di Barcellona e Siviglia: se strappare la capitale al Pp sarà un’impresa, la possibilità di perdere Barcellona a favore dei nazionalisti conservatori di CiU – già al potere nella regione – è tutt’altro che remota e anche Siviglia sembra in bilico.

Mgi

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