Il 24 ottobre ha segnalato al comando della polizia locale di via Sempione la paratia antirumore pericolante dell’autostrada e un pilone già rotto.
Una minaccia che incombe a pochi passi dalla sua abitazione, in via Selvetta. Una strada che più che una “Selvetta” è una “giungletta” a giudicare dalla vegetazione incolta, dai rifiuti che vi si trovano e dalle frequentazioni che tutto sono fuorché civili.
«Più di un anno fa, a seguito di un’altra mia segnalazione – dice , che risiede lì – sono stati sostituiti i piloni in legno e le vetrate della barriera di contenimento. Ma un anno dopo il legno sembra già marcio: si stacca proprio».
E così oggi quello stesso cittadino vuole che tutti vedano il pericolo: «Perché se dovesse mai capitare che qualche veicolo cada giù dal ponte, o che qualche pezzo del guardrail cada , nessuno potrà dire che la minaccia era ignoto». Già che c’è il cittadino, che non è nuovo a mostrare le brutture di Varese, fa una riflessione: «Sostituire malamente quella barriera è stato uno splendido modo di sprecare i soldi pubblici. Perché c’è solo una cosa peggio di non fare: fare male e mettere una pezza».
«Posso dire la stessa cosa dell’asfalto: le buche qui non vengono coperte, ma solo riempite di bitume. Morale? Quando piove il riempimento si sfalda e va a riempire i tombini, intasandoli».
Se poi si vuole aprire il capitolo dei tombini si trovano altre sorprese: «Avevo segnalato i tombini rotti e con mia sorpresa l’impresa è arrivata davvero a sostituirli. Anzi: a sostituirlo. Uno solo è stato cambiato, gli altri sono rimasti rotti al loro posto».
«La situazione migliora solo quando si incontra il cartello “Gazzada”, via Selvetta al confine di quel comune diventa perfetta – continua l’uomo – Non ci vuole molto a capire che il problema è del Comune di Varese».
Un capitolo davvero doloroso è legato all’immondizia che viene depositata ai bordi di quelle strada, come fosse una discarica a cielo aperto. «In mezzo a bottiglie, sacchi, porcherie varie ci sono anche siringhe. Sono anni che non esco di casa con il cane per paura di quello che potrei incontrare» racconta Alberto – I lampioni? Un miraggio».
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