Spremuta d’arancia: alleata o nemica della salute?

Benefici reali, qualche limite e una regola chiave: fa bene, ma va inserita con equilibrio e non può sostituire il frutto intero.

Le spremute d’arancia, soprattutto se consumate appena preparate, sono da sempre considerate un concentrato di salute. Negli ultimi anni, però, sono finite anche sotto accusa: l’assorbimento rapido degli zuccheri potrebbe favorire picchi glicemici e, nel lungo periodo, aumentare il rischio di insulino-resistenza. Ma quanto c’è di vero? A fare chiarezza sono diversi studi scientifici e il parere di esperti interpellati dalla BBC.

Glicemia: il nodo centrale

Il punto critico è la velocità di assorbimento. Bere una spremuta richiede pochi secondi, mentre mangiare due o tre arance – quantità necessaria per ottenere un bicchiere di succo – comporta masticazione e tempi più lunghi. Questo fa sì che, nel succo, gli zuccheri arrivino nel sangue più rapidamente, causando un aumento immediato della glicemia.

Nel soggetto sano questo non rappresenta un problema: l’organismo risponde producendo insulina. Per chi soffre di diabete o ha una glicemia instabile, invece, la spremuta può essere meno indicata rispetto al frutto intero.

Il ruolo delle fibre

La differenza più rilevante tra arancia e spremuta sta nelle fibre. Nel frutto intero rallentano l’assorbimento degli zuccheri, favoriscono il microbiota “buono” e contribuiscono alla protezione cardiovascolare. Con la spremitura, gran parte delle fibre viene eliminata insieme alla polpa, rendendo gli zuccheri immediatamente disponibili.

Questo spiega perché il frutto intero resta la scelta migliore dal punto di vista metabolico, pur senza demonizzare il succo.

I benefici restano

Nonostante tutto, la ricerca scientifica continua a riconoscere alle spremute effetti positivi. Diverse metanalisi hanno mostrato che un consumo regolare di succo d’arancia al 100% può:

  • migliorare il metabolismo insulinico
  • ridurre il colesterolo LDL
  • aumentare quello HDL
  • abbassare la pressione sistolica
  • apportare benefici al microbiota intestinale

Il merito è soprattutto dei flavonoidi, potenti antiossidanti con azione antinfiammatoria, tra cui l’esperidina, che favorisce il rilassamento dei vasi sanguigni.

Benefici anche per il cervello

Alcuni studi indicano effetti positivi anche sulle funzioni cognitive. In adulti e anziani, il consumo quotidiano di spremuta è stato associato a migliori capacità di attenzione, memoria e senso di allerta rispetto a bevande zuccherate con pari apporto calorico. Un effetto attribuito all’azione combinata di vitamina C, vitamine del gruppo B, potassio e flavonoidi.

Frutto intero o succo?

Gli esperti concordano: meglio l’arancia intera, perché contiene più fibre e protegge meglio i polifenoli dall’ossidazione. Se si sceglie la spremuta, è fondamentale berla subito dopo averla preparata, evitando l’esposizione all’aria.

Meglio anche limitare i succhi industriali, spesso pastorizzati: se non ci sono alternative, vanno scelti solo quelli 100% frutta, senza zuccheri aggiunti o dolcificanti.

In sintesi

La spremuta d’arancia non è un nemico della salute. È una bevanda ricca di nutrienti e con effetti positivi documentati, ma non può sostituire il frutto intero e va consumata con moderazione, soprattutto da chi ha problemi glicemici. Come spesso accade in nutrizione, la differenza la fanno equilibrio, quantità e contesto della dieta complessiva.