VARESE Occhi gonfi, naso chiuso, starnuti a ripetizione e in alcuni casi persino vere e proprie crisi asmatiche: tutta colpa dell’allergia che in questi giorni rende difficile la vita a migliaia di varesini. Secondo le rilevazioni dell’Asl sarebbero almeno 5 su cento i residenti sensibili all’ambrosia, una pianta erbacea infestante molto comune e altrettanto irritante che va in fioritura proprio in questo periodo, tra la fine di agosto e le prime settimane di settembre. Un appuntamento costante per il nostro territorio quest’anno reso ancora più fastidioso dal vento dei giorni scorsi che ha liberato nell’aria semi e pollini. Il risultato finale è simile a un’epidemia di raffreddore e gli antistaminici in farmacia vanno a ruba.A Varese le zone più colpite sono quelle in prossimità del lago o comunque periferiche, cioè dove è più facile trovare prati, campi e piante d’ambrosia fiorite spontaneamente: «Quello dell’ambrosia è certamente uno dei pollini più fastidiosi del momento, ma bisogna ricordare che in questa stagione ci sono anche le fioriture di tante altre piante che possono infastidire la sensibilità delle persone allergiche – spiega Alessandro Rigamonti, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Varese – In più il forte vento degli ultimi giorni ha contribuito non poco a diffondere e mescolare pollini e semi molto leggeri nell’aria che respiriamo». In alcuni casi la reazione allergica può essere cutanea, ma nella stragrande maggioranza dei casi gli organi più colpiti sono gli occhi e le prime vie respiratorie e quindi naso e gola. «É facile che le reazioni allergiche più violente
riguardino le persone giovani – aggiunge Rigamonti – perché il corpo dei più anziani ha avuto più tempo per imparare a reagire diversamente, in maniera naturale o aiutato da cure specifiche». La situazione certamente è meno critica nella zona delle valli del luinese, più alte e montuose e dove è quindi più difficile trovare l’ambrosia: «Qui si vendono pochi antistaminici in questo periodo – racconta Luigi Zocchi, presidente provinciale di Federfarma – ma i colleghi del Sud della provincia raccontano di una situazione drammatica». E in effetti è la brughiera, e in particolare la zona tra Gallarate e Busto Arsizio ad avere le situazioni più estreme: «Qui ci sono interi campi privati infestati di ambrosia nell’indifferenza generale e capita che anche negli spazi pubblici la pianta arrivi a fioritura e ogni anno aumenta il numero di persone allergiche», racconta Giulio Pistoletti, farmacista bustocco. Al suo bancone in zona Cinque Ponti sono sempre di più le persone che arrivano con i classici sintomi da allergia «l’allergia colpisce persone adulte che mai avevano avuto simili sintomi e a volte il semplice antistaminico non basta», racconta il farmacista spiegando che in alcuni casi, a una prima fase caratterizzata da lacrimazione e forte secrezione nasale, ne può seguire una seconda, più intensa, che colpisce le vie respiratorie inferiori sino a provocare vere e proprie crisi d’asma. «In questi casi l’antistaminico non è più sufficiente – spiega – servono cure più pesanti, a base di cortisone e l’uso di appositi inalatori anti asmatici bronco dilatatori».Lidia Romeo
s.bartolini
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