Gallarate Magari i loro treni non saranno sempre puntuali, specialmente quelli utilizzati ogni giorno dai pendolari. Ma le ex Ferrovie dello Stato sembrano essere in grado di fermare il tempo. Basta fare un giro in stazione per rendersene conto.
Come lo si capisce? Semplicemente dando un’occhiata allo stato di avanzamento dei lavori che, fatta eccezione per il rifacimento del bar, sono fermi al settembre dello scorso anno. Come se non fossero passati l’autunno, l’inverno e più di metà primavera. Come se tutte le operazioni di riqualificazione della stazione di Gallarate, uno dei più importanti scali lombardi, non fossero iniziate diversi anni fa. Eppure il termine delle operazioni sembra ancora lontano.
La novità, se così si può definire, degli ultimi mesi riguarda la chiusura del buffet della stazione per lavori di ristrutturazione. Negli ultimi giorni sono state rimosse tutte le vetrate esterne e gli operai, almeno qui, sono al lavoro. Dei tanti negozi che Centostazioni contava di aprire all’interno dello scalo ferroviario, però, sono attivi solo una tabaccheria e un’edicola. Per il resto, non è cambiato nulla, il tempo si è fermato a mesi fa. L’ascensore che dovrebbe consentire ai disabili ri raggiungere almeno il primo binario è ancora fuori servizio, nonostante sia pronto da mesi e a febbraio Centostazioni avesse parlato di un collaudo imminente.
È invece iniziato il collaudo dell’impianto anti-incendio che si trova sul primo binario. E deve trattarsi di un controllo molto scrupoloso, almeno a giudicare dal fatto che il cartello che ne annuncia il collaudo è appeso almeno da settembre dello scorso anno. Intanto, la macchina che vende i biglietti all’ingresso ora funziona solo con bancomat e carta di credito. Chi avesse i contanti, deve sperare di trovare aperta la biglietteria, l’unica parte della stazione in cui i lavori siano stati conclusi.
«È una vergogna», afferma senza mezzi termini il vicesindaco Paolo Caravati. Era stato lui, a settembre, ad effettuare un sopralluogo. Sempre lui, a febbraio, ad incontrare insieme all’assessore all’Urbanistica Massimo Bossi, i responsabili delle ferrovie, a Milano. «Abbiamo già avuto almeno un paio di incontri, l’ultimo a metà febbraio», ricorda l’esponente della giunta di centrodestra, «in quell’occasione mi assicurarono che avrebbero messo in funzione l’ascensore entro una settimana, visto che mancavano solo due collegamenti elettrici». Una mancanza che, evidentemente, ancora persiste, considerato il fatto che l’impianto è ancora fermo.
«Inutile», a questo punto, chiedere ulteriori incontri con l’azienda. «Siamo alla presa in giro, nonostante il fatto che stiamo parlando di una stazione importante come quella di Gallarate: lasciarla in queste condizioni è semplicemente vergognoso». Ora, lo scorso anno il sindaco Nicola Mucci pose un ultimatum: stazione pronta entro il 6 gennaio 2009, oppure denuncia alla Procura della Repubblica. Oggi siamo al 3 giugno. «Sentiremo i nostri legali, vediamo che si può fare».
Riccardo Saporiti
f.artina
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