Stop ai cantieri di Pedemontana A rischio 3.300 lavoratori

Stop ai cantieri di Pedemontana
A rischio 3.300 lavoratori

Pedemontana, annunciato lo stop ai cantieri: «Non ci sono soldi per andare avanti». Il d-day è mercoledì 9 aprile: 3300 lavoratori potrebbero rimanere a casa se non verranno garantiti 170 milioni di provvista finanziaria. Si bloccheranno anche la Tangenziale di Varese e la tratta Cassano Magnago-Lomazzo, ormai in via di completamento per l’inaugurazione annunciata a fine estate.

La sospensione dei cantieri scatterà dal 9 aprile a partire dalla «tratta A, dalle tangenziali di Como e Varese e dalla tratta B1 qualora – si legge in una nota della società Pedemontana – non si siano verificate le seguenti condizioni: proroga del finanziamento ponte di 200 milioni al 30 giugno 2014 con conseguente erogazione dei contributi pubblici già deliberati e di quelli che verranno a maturazione entro tale data e finanziamento soci di 38 milioni necessario per coprire le esigenze finanziarie fino al 30 giugno». Il cda del gruppo autostradale aggiunge che «le Banche del pool hanno rifiutato di eseguire un finanziamento project di 400 milioni di euro a favore di Pedemontana, finalizzato alla realizzazione della variante Expo» e che allo stato attuale, nonostante le promesse più volte espresse dal Governo, «il Piano economico finanziario di Pedemontana non è ancora stato approvato dal Cipe», nonostante lo stesso governatore Roberto Maroni ieri a Varese avesse rassicurato in tal senso. Inoltre «ad oggi non è stata ancora assicurata la provvista finanziaria di circa 170 milioni, necessaria, con l’incremento del contributo pubblico dal 35% all’80% anche sulla tratta B1, come da lettera Cal (il concessionario partecipato al 50% da Infrastrutture Lombarde, ndr) del 7 marzo 2014, per ultimare la variante Expo entro il 30 aprile 2015». Ecco perché ora, sostiene il Consiglio di Pedemontana, «è necessario l’impegno di tutti i soci per finanziare il fabbisogno necessario per completare la variante Expo». A rischio un cantiere in cui, fra tecnici e operai, sono presenti settimanalmente oltre 3300 lavoratori. L’appello a governo, Regione e soci (Intesa Sanpaolo, Ubibanca e Milano Serravalle) è a «fare tutto quanto in loro potere per garantire la copertura di 170 milioni necessari per mantenere il posto di lavoro a tante famiglie e il completamento delle opere».

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