– Veri e propri professionisti della truffa: si facevano fare ricariche postepay saldando il conto con banconote false. A bloccarli, dopo due colpi messi a segno in città tra sabato e lunedì, è stato un poliziotto di quartiere: ha intercettato i due artisti del raggiro in via Garibaldi. Erano a bordo di un’auto, erano nervosi. L’agente si è insospettito, li ha notati e controllati: avevano i portafogli pieni di banconote false. Il poliziotto li ha immediatamente collegati ai due casi di truffa registrati in città.
«E sono stati denunciati», ha spiegato , a capo della squadra Volante della Questura di Varese con Luigi Marsico, capo di gabinetto insieme al sostituto commissario . Nei guai sono finiti un varesino di 41 anni e un coetaneo originario di Monza, due soci del pacco con precedenti specifici alle spalle. Insomma due truffatori di professione. Il raggiro studiato dai due era semplice ma efficace. Ne sanno qualcosa due i commercianti varesini truffati. Uno dei due balordi entrava in un negozio autorizzato e chiedeva di fare una ricarica postepay. Nulla di strano: il truffatore di turno forniva tutti i dati necessari. Il commerciante eseguiva la transazione e il truffatore apriva un portafoglio gonfio di denaro. Davanti agli occhi della vittima iniziava a contare le banconote: pezzi da cento euro che parevano nuovi nuovi. Cento, duecento, trecento.
«Accudenti, mi mancano 50 euro», mormorava il truffatore fintamente imbarazzato davanti al commerciante che aveva visto sfilare davanti ai propri occhi la sequela di banconote. «A quel punto – ha spiegato Greco – il truffatore chiedeva, scusandosi, di poter andare a fare un prelievo al bancomat». A garanzia lasciava quel portafoglio gonfio di denaro. Al bancomat effettivamente in truffatore ci andava: ma per prelevare il denaro appena transato dalla vittima. Intascava i contanti e spariva. L’esercente truffato attendeva invano. Quando, visto il non ritorno del cliente, il sospetto si insinuava era troppo tardi. La vittima
apriva il portafoglio lasciato a garanzia e si ritrovava davanti tanta carta straccia: fotocopie di banconote con tanto di scritta facsimile. A quel punto, però, era troppo tardi. Il truffatore aveva già preso il largo intascando il denaro vero transato attraverso postepay. In questo modo i due a Varese sono riusciti a intascare 490 euro in un caso e 900 euro nell’altro. Per fortuna l’occhio allenato del poliziotto di quartiere ha notato quella vettura con quei due strani individui a bordo. I portafogli pieni di banconote fasulle erano già indizio di qualcosa di bizzarro.
L’agente ha subito collegato quel denaro-carta straccia con le due denunce per truffa registrate pochi giorni prima. Un rapido riconoscimento da parte delle vittime ha dato la conferma finale. «Era da tempo – ha commentato Greco – che non si registravano truffe simili in città. L’allerta resta sempre alta». Ora al vaglio degli inquirenti ci sono altri fatti analoghi, commessi in altre zone della Lombardia. Sono in corso verifiche per accertare se la coppia di truffatori possa essere collegata ad altri illeciti commessi altrove.













