Stop alle bustine monouso: discutibile svolta green per ristoranti e hotel, dubbi su costi e igiene

Da agosto scatterà il divieto europeo su salse, olii e prodotti monodose. L’obiettivo è ridurre la plastica, ma per operatori e clienti non mancano perplessità pratiche.

Novità in arrivo per ristoranti e strutture ricettive dell’Unione europea. A partire da agosto, non sarà più possibile utilizzare le tradizionali bustine monouso per salse, olio, sale e aceto. Il provvedimento rientra nel quadro del PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation), il regolamento europeo sugli imballaggi entrato in vigore lo scorso anno, che punta a una drastica riduzione dei rifiuti da packaging.

Una svolta che viene presentata come un passo deciso verso la sostenibilità, ma che rischia di avere ricadute operative non marginali per il settore della ristorazione, chiamato ad adeguarsi in tempi relativamente rapidi.

Addio bustine, spazio ai contenitori riutilizzabili

Con la fine dell’estate, ketchup, maionese, olio, sale e altri condimenti non potranno più essere serviti in bustine monouso, spesso in plastica. Al loro posto dovranno arrivare contenitori riutilizzabili o comunque considerati “sostenibili”.

Una soluzione che, però, non convince tutti gli operatori. Molti ristoratori segnalano il rischio di maggiori sprechi, una gestione più complessa e, soprattutto, dubbi legati all’igiene, dal momento che i contenitori condivisi richiedono controlli e sanificazioni più frequenti.

Cambiamenti anche negli hotel

La stretta europea coinvolge anche il settore alberghiero. Gli hotel dovranno progressivamente abbandonare le confezioni monodose di shampoo, balsamo e prodotti per la cura del corpo, sostituendole con dispenser ricaricabili o soluzioni analoghe.

La Commissione europea difende la misura richiamando l’impatto della plastica sugli ecosistemi, in particolare marini, e il rischio che i microinquinanti entrino nella catena alimentare. Un argomento forte sul piano ambientale, ma che non cancella le criticità pratiche segnalate dagli operatori del turismo.

Il nodo costi e il tema igiene

Tra le principali incognite c’è quella dei costi: l’adeguamento alle nuove regole comporterà investimenti in nuovi contenitori, dispenser, procedure di pulizia e formazione del personale. Un onere che, in una fase di rincari generalizzati, potrebbe pesare in modo significativo soprattutto sulle piccole attività.

Resta poi aperto il tema igienico-sanitario. Durante il periodo pandemico, le bustine monodose erano state adottate proprio per ridurre i rischi di contaminazione. Con il nuovo sistema, ristoranti e hotel dovranno dimostrare di saper coniugare sostenibilità ambientale e standard elevati di sicurezza per i clienti.

L’obiettivo europeo di ridurre la plastica è chiaro e condiviso, ma la partita si giocherà sulla capacità di rendere le nuove regole davvero sostenibili anche dal punto di vista economico e operativo. Altrimenti, il rischio è che una misura pensata per aiutare l’ambiente si trasformi in un ulteriore aggravio per un settore già sotto pressione.