Addio case delocalizzate Cosa verrà al loro posto?
Le ruspe in azione da mercoledì a Case Nuove per l’abbattimento delle aree delocalizzate (Foto by varese press)

Addio case delocalizzate
Cosa verrà al loro posto?

Dopo Somma, presto anche Ferno e Lonate abbatteranno gli edifici. Il futuro è da scrivere: niente outlet, si parla di attività per Malpensa

MALPENSA - Le ruspe entreranno in funzione anche a Lonate Pozzolo lunedì mattina, 9 febbraio: si comincia dalla zona di via XXIV Marzo – Primo Maggio. Quaranta gli edifici abbandonati che rientrano nei lavori appaltati da Aler Varese in territorio lonatese; 14 quelli a Ferno in zona Santa Maria. Inoltre 48 stabili da demolire a Case Nuove, frazione di Somma dove l’abbattimento ha già preso il via l’altro ieri. Sulle ceneri di queste case tornerà ad esserci un prato. E poi? L’assessore regionale Viviana Beccalossi, grazie alla quale la Lombardia ha preso in mano la situazione decidendo per l’abbattimento e mettendoci 3,9 milioni di euro, ha sempre detto che ci sarà da governare anche il dopo demolizioni.

«Una zona a burocrazia zero»

«Si è parlato di una zona a burocrazia zero», ricorda il sindaco di Ferno Mauro Cerutti. «Di certo occorrerà un percorso comune di Regione, Sea e Comuni. Noi chiediamo un occhio di riguardo, ossia delle prospettive davvero possibili». In altre parole ancora: «Lacrime non ce ne sono più – aggiunge Cerutti - è importante risolvere il degrado e i problemi di sicurezza legati a comparti fantasma. Ma poi si vada avanti».
E’ un guardare avanti dovuto, quello invocato anche dal sindaco di Somma Guido Colombo e dal collega di Lonate Pozzolo Danilo Rivolta. Il quale punge: «In nome dello sviluppo di Malpensa, sono state spostate persone dalle loro case con un’operazione, la delocalizzazione, costata 250 milioni di euro di risorse pubbliche. Ora dobbiamo dire che è stato tutto uno scherzo? Che il futuro è già scritto da attività economiche dentro il sedime aeroportuale?»

La terza pista?

Lonate, interessata da un’eventuale terza pista di Malpensa, non ha amministratori locali che inneggiano all’ampliamento dell’aeroporto senza colpo ferire. Ma anche per il sindaco Rivolta, non si può certo far finta che nulla sia accaduto e che la delocalizzazione sia stata un gioco. «Prima di prendere qualsiasi altra decisione, bisogna chiudere la partita delocalizzazione», rimarca il primo cittadino di Lonate. «Noi abbiamo gli edifici dei delocalizzati a ridosso del centro storico. E’ una frattura non facile da ricomporre».
Ci sarà anche questa partita sul tavolo quando, settimana prossima, i sindaci incontreranno Sea per i nuovi piani di sviluppo del gestore aeroportuale su Malpensa (master plan). «La partita si gioca qui», taglia corto Rivolta. «Sea non può fare tutto, dal far volare gli aerei, alla logistica, al parcheggiatore, all’albergatore».
Intanto da Somma l’abbandono di un’idea di outlet a Case Nuove: «Non ci sono le superficie sufficienti», dice Colombo che pensa, piuttosto, ad attività di «alta tecnologia legate all’aeroporto».


© RIPRODUZIONE RISERVATA