Con un po’ di saliva si scopre l’Hiv  Domani all’Asl test per tutti
Ancora oggi, secondo la Lila, un quarto delle persone Hiv positive non sa di esserlo. Il problema è serio

Con un po’ di saliva si scopre l’Hiv

Domani all’Asl test per tutti

In via Rossi, dalle 9 alle 17, la prova del tampone: è gratuita e non serve prescrizione. Bastano venti minuti per avere il responso. Ma non svela le infezioni entro i 30 giorni

VARESE - Non è con un bacio che si trasmette l’Hiv, ma un’indagine della saliva può accertare un’avvenuta esposizione al virus.
Domani, nella giornata mondiale contro l’Aids, il centro Mts di via Ottorino Rossi offrirà ai cittadini la possibilità di sottoporsi gratuitamente all’esame rapido salivare, in anonimato e senza prescrizione medica. L’iniziativa si chiama Freeday Test Hiv e si svolgerà dalle 9 alle 17. «Il test salivare è un indagine che accerta la presenza dell’infezione da Hiv rilevando eventuali anticorpi anti-Hiv (la saliva non contiene il virus Hiv e non trasmette l’infezione, ndr).
Si tratta di un semplice “tampone” salivare che, in 20 minuti, determina se la persona è stata esposta al virus. In caso di risposta positiva, la persona deve fare comunque fare l’esame del sangue» spiega Franca Sambo, responsabile di medicina preventiva dell’Asl di Varese, ieri in sala Montanari per il convegno “Hiv – Aids non abbassiamo la guardia” organizzato dall’associazione “L’albero”. Il valore aggiunto del test salivare è la velocità in cui fornisce il risultato.
Di contro, il dover accertare la positività con un esame del sangue spinge la sanità a dover fare attente valutazioni, per capire se adottare il test salivare – che costa 20 euro - come strumento di diagnostica sia economico o meno. Attualmente il test è in una fase sperimentale. Il test per l’Hiv (sia quello salivare, che quello tradizionale con il prelievo del sangue) è accessibile in anonimato ad individui maggiorenni.

«Ed è questo uno dei nodi che il Ministero sta cercando di sciogliere, abbassando l’età del consenso per il test Hiv a 16 anni. Il problema non è tanto effettuare il test, quanto comunicare il risultato. Oggi i minorenni possono effettuare il test con il consenso dei genitori o con una delega del tribunale dei minori» continua Sambo.
In Italia la maggior parte delle infezioni viene trasmessa da persone inconsapevoli di essere Hiv positive. La Lila (lega italiana per la lotta contro l’Aids) stima che circa un quarto delle persone con Hiv non sia stato diagnosticato. Ecco perché bisogna alzare la guardia. Negli Usa il test salivare si vende in farmacia, come il test di gravidanza.
Oggi è già possibile acquistarlo su internet. Ma sul fai-da-te gli specialisti nutrono qualche dubbio. Il test salivare – come l’esame del sangue - può dare un esito solo a 30 giorni dall’avvenuto comportamento a rischio.
Le persone, senza un medico che fa le domande giuste per capire il singolo caso, potrebbero incappare in errori di valutazione. Passato il picco di contagi avvenuto negli anni ’80, rimane la preoccupazione. Nel 2012, in provincia di Varese, sono stati diagnosticati 93 casi di infezioni di Hiv. Nel 2013, 78 casi, di cui 16 tra i 20 e i 29 anni. Oggi una persona cui viene diagnosticata l’infezione in fase precoce, con le terapie anti-retrovirali, può condurre una vita praticamente normale. Al contrario, la diagnosi tardiva va di pari passo con una vita in stato precario di salute e può portare a una morte precoce. «Tra gli individui che hanno l’Aids ci sono anche anziani di 79 anni, praticamente dei “nonni”» dice Daniela Sangiani, del centro diurno Isabella di Masciago Primo.
« L’Aids una volta significava morte sicura. Adesso è diventata una malattia cronica con la quale si può convivere. Cosa che porta con sé tutta una serie di problemi di reinserimento sociale. C’è ancora tanto da fare per combattere contro il pregiudizio».


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