Lunedì 15 Settembre 2014

Il Comune resiste: «Giù quei cipressi»

Poco prima dell’imbrunire l’assessore all’Ambiente, Stefano Clerici, insieme al tecnico del verde pubblico di Palazzo Estense, Pietro Cardani, ha fatto visita a Michele Forzinetti, il ragazzo che dallo scorso venerdì pomeriggio si é arrampicato sopra il cipresso numero nove per protestare contro il suo abbattimento e quello di altre quindici piante.

Un faccia a faccia, quello tra Forzinetti e l’amministrazione comunale, atteso da quasi tre giorni: un confronto tranquillo e pacifico, interrotto dall’improvvisata dell’agronomo Daniele Zanzi che ha voluto essere presente per presentare le proprie analisi in merito alla situazione, che ha visto entrambe le parti difendere le proprie ragioni.

«Non siamo degli sprovveduti»

«La decisione di abbattere questi alberi nasce da ragioni paesaggistiche e naturalistiche - spiega l’assessore - Per ogni albero che questa amministrazione ha tagliato in città ne sono stati ripiantumati 3,4. Non siamo degli sprovveduti o degli scellerati: questi cipressi stanno mettendo a rischio la salute dei tassi secolari».

E sembra essere proprio questa la ragione principe della scelta, tanto discussa e criticata, della commissione all’Ambiente che rientra nel progetto di restyling del Comune dei Giardini Estensi.

Così, nonostante la protesta eclatante, per dire no al taglio dei cipressi, portata avanti dal giovane free climber e nonostante il sostegno di molti varesini a favore di Forzinetti ,Palazzo Estense non intende fare dietrofront il prossimo giovedì, quando ci sarà un importante passaggio consigliare sul tema dei cipressi e il voto di fiducia nei confronti di Clerici. Il sostegno a quanto deciso in commissione lo scorso 10 settembre arriva da tutti coloro che hanno votato a favore della rimozione dei cipressi: Lega, Forza italia, Ncd e Movimento 5 Stelle.

«La decisione di abbattere questi cipressi è stata presa dopo una lunga commissione nella quale i tecnici dell’assessorato all’Ambiente hanno presentato una relazione dettagliata, con parere favorevole della guardia Forestale e della Sovrintendenza, nella quale si spiegava che questi cipressi stanno facendo piano piano ammalare i tassi secolari», commenta Piero Galparoli, consigliere comunale di Forza Italia.

Della stessa opinione anche il consigliere comunale della Lega Nord, Andrea Porrini. «Nessuno ha gridato in commissione, a parte il consigliere Nicoletti, a qualcosa di allucinate - spiega - Anche sul voto contrario, il Pd ha motivato la propria scelta non parlando di scempio ma semplicemente dicendo che, al momento, questo intervento non era prioritario. Se si parla di priorità certo che allora questa scelta può essere opinabile, ma comunque il danno che queste piante arrecano ai tassi secolari non è opinabile: se il loro abbattimento non verrà fatto ora, si dovrà comunque fare tra una quindicina di anni».

A rappresentare il Pd in commissione Ambiente, Luisa Oprandi, ma a intervenire in merito é il “collega” Andrea Civati che ieri ha fatto nuovamente visita a Forzinetti. «Spesso i pareri e le relazioni tecniche sul tema ambientale, possono risultare controversi. Credo che Oprandi, se ha parlato di priorità, intendesse dire che ci sono altri problemi al momento in città su cui investire energie e risorse».

Pentastellati contro Cammarata

Alla manifestazione di ieri mattina, organizzata dall’associazione “Amici di Varese”, hanno partecipato diversi esponenti di Movimento 5 stelle della provincia: da Besnate a Mornago, da Besozzo a Castellanza, tutti i penta stellati presenti hanno voluto contestare il voto favorevole espresso dal proprio “collega” di Varese.

«Il nostro movimento fa dell’ambiente una delle sue bandiere - commentano - É assurdo che Cammarata abbia espresso un voto a favore». Ma il consigliere comunale varesino, Francesco Cammarata, non ci sta e spiega le sue ragioni.

«Ho portato in commissione i miei tecnici, un agronomo, un biologo e un giardiniere, per valutare le relazioni dei tecnici comunali e hanno dato ragione a quanto esposto. Se poi emergerà che ci siamo tutti sbagliati, mi scuserò e sarò pronto ad andarmene se questo è ciò che mi verrà chiesto».

Varese

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