La Lega ritrova il motto da dura e pura  «Da oggi anche in città “prima i nostri”»
Il governatore Roberto Maroni si complimenta con il neo rieletto segretario cittadino, Marco Pinti

La Lega ritrova il motto da dura e pura

«Da oggi anche in città “prima i nostri”»

Marco Pinti, rieletto ieri segretario cittadino del Carroccio, detta la linea del Palazzo. «Nei servizi sociali e pubblici bisognerà farlo, siamo di fronte al razzismo al contrario»

VARESE - Marco Pinti è stato riconfermato segretario cittadino della Lega. E ora prepara, sulla scia delle indicazioni emerse dal congresso, il ritorno a una Lega “dura e pura”. «Il primo tema importante sul quale dobbiamo accelerare è quello che si può sintetizzare nello slogan “Prima i nostri”» spiega Pinti.
«Prima i nostri nei servizi sociali e nei servizi pubblici in generale: come Comune bisogna farlo subito, ogni volta che è legale. C’è una giurisprudenza che, a volte, permette corsie preferenziali per i residenti. Quando questo non è possibile dobbiamo denunciarlo, perché siamo di fronte a un “razzismo al contrario”».

Quindi il secondo punto: «Esce da questo congresso - nei confronti della città, ma anche degli alleati di governo, o dell’alleato di governo perché lì bisogna capire se sono uno o due partiti - il sostegno al referendum per l’abolizione della Riforma Fornero».
Infine la sicurezza. «Su questi punti si possono costruire i presupposti per andare oltre il 2016 con questa compagine». In caso contrario «ce ne occuperemo. Ma questo è il presupposto. Non abbiamo paura di andare da soli, l’abbiamo sempre detto e dimostrato. Abbiamo un’idea di città. Siamo una comunità che guida da più di vent’anni Varese, con le sue idee. Qui abbiamo fatto vent’anni di amministrazione che hanno trasformato la città in positivo. Prima, come diceva Montanelli, c’era il “deserto ben attrezzato”».

«Oggi ci sono polemiche, ma su cose che stanno succedendo. Il cantiere parte, non parte, c’è troppa movida... ma le cose si muovono. E di questo bisogna dare atto al sindaco Attilio Fontana, che si è trovato nel periodo peggiore, con i tagli di fondi».
Pinti aggiunge poi che la nomina di Mauro Morello, assessore dell’Udc, a vicesindaco dovrà essere subordinata «all’accettazione di questi punti e alla nascita del loro partito unico di centrodestra. Io voglio un solo gruppo, un solo capogruppo e un solo coordinatore esterno con cui confrontarmi».
Insieme a Pinti sono stati eletti i dieci membri del direttivo. Il più votato, con undici preferenze, è stato l’assessore alla Polizia Locale Carlo Piatti. Il secondo più votato Franco Barosi, con dieci voti. Quindi Pietro Oyoo Noseda, Fabrizio Anesa, Gianluigi Lazzarini, il capogruppo Giulio Moroni, Marco Bordonaro, Marco Gasparotto, il consigliere Roberto Parravicini e l’assessore al Commercio Sergio Ghiringhelli.
La linea di “Prima i nostri” non dispiace nemmeno a Forza Italia. Il cui coordinatore cittadino Roberto Puricelli si dice d’accordo, con qualche distinguo. «Il fatto di favorire i nostri non vuol dire chiudere le porte all’immigrazione – sottolinea - ma come giustamente stiamo dicendo da tempo l’immigrazione deve essere un fenomeno controllato e non deve attirare i clandestini. Sicuramente devono essere messi dei limiti, perché se noi abbiamo, per fare un esempio, il frigorifero vuoto, non possiamo invitare gente a cena. Oggi il nostro frigorifero, restando nell’esempio, è vuoto. Prima i nostri significa pensare prima ai nostri concittadini e connazionali, ed è giusto. Ma non significa respingere gli altri».
Mentre sulla Riforma Fornero «l’avevamo votata come Forza Italia perché era un momento contingente, ma la nostra proposta era un’altra. Quindi siamo favorevoli a cambiarla».
Quindi una precisazione: «Accettiamo questi punti perché li condividiamo, non certo perché abbiamo paura di correre da soli. La mia opinione rimane che il centrodestra, se vuole avere la possibilità di vincere alle prossime elezioni e continuare con la buona amministrazione, debba presentarsi unito. E sono convinto che anche Pinti la pensi in questo modo. Intanto, gli faccio i complimenti per il congresso».


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