L’Uganda di Giorgio e Marta in un libro
Giorgio Scarpioni e Marta Novati vivono da un anno a Rushooka, dove si occupano di progetti educativi

L’Uganda di Giorgio e Marta in un libro

Il viaggio di due fotografe nel villaggio dove dal 2014 vive e opera la coppia di missionari di Bosto, quartiere di Varese:«Cerchiamo di restituire l’umanità che abbiamo toccato con mano». Il ricavato alla loro associazione

La storia di Giorgio e Marta diventa un libro fotografico. Sarà presentato ufficialmente venerdì 6 novembre, alle 18.30 alla Libreria del Corso in Corso Matteotti, il volume “The village, Rushooka – Uganda”. Un reportage, opera della varesina Emanuela Colombo e della milanese Michela Benaglia fotografe e autrici. Grazie alle istantanee comunicative ed emozionanti, scattate durante il loro viaggio, prende forma il racconto della vita e delle persone che popolano il villaggio di Rushooka e il luogo in cui Giorgio Scarpioni e Marta Novati, coppia di trentenni bostesi, missionari Fidei Donum, che vivono in Uganda dal 2014, hanno avviato la costruzione del primo centro per bambini disabili dell’intera nazione.

Alla ricerca di storie

Le fotografe sono state coinvolte in questo progetto «grazie alla conoscenza con Giorgio» come racconta Michela. Entrambe sono partite dalla comune idea «di mettere a disposizione di Ewemama, l’associazione di beneficenza che Giorgio e Marta hanno fondato nel 2010, la nostra professionalità, quel che sappiamo fare meglio. Come fotografe di reportage, abituate a lavorare con ong e progetti umanitari, siamo sempre alla ricerca di storie. Storie che trovi facendo esperienze, quando ne individui una interessante decidi qual è il modo migliore per raccontarla. Quella del progetto del centro ci è parsa davvero interessante e quindi siamo partite. Nel febbraio di quest’anno siamo state in Uganda per un paio di settimane». Un viaggio che inevitabilmente apre gli orizzonti: «Se non si è davvero stati in Africa è difficile capirla al di là della consueta immagine stereotipata - raccontano - Ogni Paese ha i suoi, luoghi, i suoi racconti, le sue caratteristiche». Un’idea che ha influenzato il lavoro delle dietro l’obiettivo: «Nelle immagini non abbiamo cercato l’Africa classica, ma quella terra che è diversa da quanto ci si aspetta, che va oltre i luoghi comuni». Uno sguardo che per mette di vedere «la relazione meravigliosa di Marta – un’istantanea impossibile da cancellare dalla memoria - coi ragazzi che segue. Vedi la realtà del posto. Vedi l’avanguardia del progetto. Vedi la condizione dei disabili che vivono ai margini e quasi nascosti». Cresce così la consapevolezza di quanto sia significativo il progetto della giovane coppia varesina. «Ti rendi conto di come l’idea di costruire una scuola sia davvero importante e rivoluzionario per dove avviene».

Mille scatti

Difficile scegliere la foto di cui andare più orgogliose, quando ci si trova di fronte a una narrazione: «Le immagini sono state scelte in sequenza per restituire il ritratto di quella realtà sia del villaggio della gioia, ma anche di tutto quanto c’è attorno a partire dagli abitanti». Il libro, infatti, si apre con una serie di immagini di Emanuela su fondo bianco. Sono solo alcune delle mille scattate agli abitanti per mostrare l’umanità del luogo. Il libro è stato realizzato «a costo zero per l’associazione. Oltre al nostro lavoro, ovviamene pro bono, la stampa è stata finanziata da Gilberto Pella, sostenitore associazione». L’intero ricavato del volume, disponibile già a partire dal 1° novembre al prezzo di 25 euro, alla Libreria del Corso, sarà devoluto a Ewemama, e servirà ad aiutare Rushooka e molte delle persone presenti nel libro.


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