Agusta vicina alla Russia: in ballo milioni
Alcuni dei gioielli di AgustaWestland: per l’azienda elicotteristica si prospetta una grossa commessa

Agusta vicina alla Russia: in ballo milioni

Alla stretta finale la commessa per il colosso petrolifero Rosneft. Carini (Fim Cisl): «Chiudere Finmeccanica? No, va rilanciata»

VARESE - «Altro che chiudere Finmeccanica». Paolo Carini, coordinatore nazionale Fim Cisl AgustaWestland, entra sul tema riprendendo l’affermazione del professor Emilio Esposito dell’università Federico II di Napoli, dipartimento di Ingegneria industriale, che quattro giorni fa, al convegno lanciato dalla Fiom di Varese a Samarate su “In volo verso dove?” ha chiuso il proprio intervento dicendo che Finmeccanica andrebbe cancellata.
«È un azzardo inaccettabile», sostiene Carini. «Finmeccanica va risanata, ma non cancellata. Bisogna rimboccarsi le maniche e investire risorse sui cavalli vincenti». In altre parole ancora, evidenzia il coordinatore Fim Cisl: «Finmeccanica può risorgere e la provincia di Varese fa la propria parte in questa partita».

Alla stretta finale ci sarebbe una commessa AgustaWestland per 12 elicotteri al colosso russo Rosneft, gruppo petrolifero, per un valore dai 100 ai 150 milioni di euro.
Una trattativa seguita dall’amministratore delegato di Finmeccanica Mauro Moretti in persona, insieme all’ad di AgustaWestland Daniele Romiti.
Altro ossigeno, altro fieno in cascina per l’azienda elicotteristica di Cascina Costa che sta incamerando un risultato positivo dietro l’altro diffondendo ottimismo.
Un ottimismo reale, di sostanza. Se poi fossero liberate risorse dal processo di razionalizzazione dei costi, dalla centralizzazione delle attività e anche dalla spending review messa in atto da Moretti, chissà mai che Finmeccanica non possa comperare pure altre aziende elicotteristiche nel mondo.
Di certo, indica Carini «Finmeccanica è viva e ci sono tutte le condizioni perché riparta positivamente grazie ad AgustaWestland che ne è il fiore all’occhiello, capace di aggredire il mercato perché fa prodotti validi». Basti pensare all’AW139, primo al mondo nel settore off shore per il quale, soltanto venti anni fa, Agusta neanche aveva elicotteri dedicati.
C’è, insomma , da investire nel comparto dell’aeronautica elicotteristica. L’eventuale cessione di Ansaldo Breda non sconvolge la Fim Cisl dei Laghi: «Finmeccanica non può occuparsi di tutto. Bisogna scegliere tra le attività con più alto valore tecnologico», ritiene Paolo Carini che intanto rimarca con favore la lettera dei parlamentari del Pd inviata all’ad Moretti nella quale si pone l’attenzione a salvaguardare i contenuti tecnologici e l’occupazione delle aziende varesine.

«Tutta la politica della provincia di Varese dovrebbe fare altrettanto e sostenere le eccellenze del territorio». AgustaWestland e Alenia Aermacchi. A quest’ultima «mancano prodotti proprietari per aggredire il mercato» e «dovrebbe stringere delle alleanze internazionali, scegliere con quale azienda collaborare», sostiene il sindacalista. «Ma, come AgustaWestland, anche Alenia Aermacchi (Israele non ha certamente comperato a caso l’M-346 per addestramento) ha tutte le carte da giocare dentro il futuro progetto Moretti che ci trova fiduciosi».
È l’ora della svolta. «Se oggi ci fosse Giuseppe Orsi al posto di Moretti, anche lui porterebbe avanti con lo stesso vigore il cambiamento» rimarca Carini.
«Purtroppo Finmeccanica ha subìto un brutto attacco al proprio interno, è stata una guerra intestina ad abbattersi su Orsi al grido “muoia Sansone e tutti i filistei”».
«Lui è stato un signore alla chiusura di una vicenda giudiziaria che lo ha visto assolto da ogni accusa: non ha urlato contro nessuno né è andato in qualche talk show come avrebbero fatto in molti e ora si occupa di volontariato». Altro che cancellare Finmeccanica, insomma.


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