Giovedì 03 Luglio 2014

L’energia brucia la competitività

«Il costo dell’energia elettrica è un fattore che pesa sulla competitività , e quindi è su questo che si deve intervenire senza alcuna indecisione» sottolinea con forza Davide Galli, presidente di Confartigianato Imprese Varese.

Le piccole imprese italiane, ossatura portante dell’economia nazionale, oggi pagano l’energia il 35,5% in più rispetto alla media europea. E a peggiorare la situazione, quest’anno, «è poi intervenuta la componente “AE” in bolletta, che ha aumentato i costi per l’energia di imprese e famiglie per ridurre, invece, gli oneri di sistema delle aziende energivore» ricorda la Confartigianato varesina.

Quelle, per capirci, che in un anno hanno consumato più di due milioni e 400mila kW/h: «Le piccole imprese non possono più farcela di fronte a tali squilibri - spiega Galli - prelevare risorse dalla bolletta elettrica dei “piccoli” è una pessima abitudine: perché devono essere sempre le imprese artigiane a pagare per tutti?»

Rivediamo qualche dato per dare la dimensione del problema: all’inizio di questo anno gli oneri di sistema dell’energia elettrica per le piccole imprese sono aumentati del 16,1% a seguito della nuova componente Ae degli oneri generali, che preleva su base annua 600 milioni da famiglie e imprese per finanziare sussidi a un ristretto numero di grandi imprese energivore: parliamo dello 0,7% delle imprese manifatturiere italiane. Un aumento che, ricorda Confartigianato «supera del 29,3% l’incremento dell’Imu per un capannone di 1.400 mq: in due anni, l’escalation degli oneri pagati da una piccola impresa-tipo arriva all’84,1%».

Questo mentre nello stesso periodo le piccole imprese manifatturiere hanno perso 24,1 miliardi di fatturato (-7,7%). In pratica per una piccola impresa, l’aumento degli oneri allarga di un ulteriore 19,8% il gap di competitività di prezzo con i competitor europei.

«Ricordiamo che, nonostante le gravi difficoltà congiunturali e l’aumento degli oneri, tra fiscalità diretta e indiretta, sulle microimprese, queste hanno continuato a offrire occasioni di lavoro soprattutto nei settori del manifatturiero, costruzioni e servizi» sottolinea Galli.

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