A Castelseprio, per due passi nel Medioevo

A Castelseprio, per due passi nel Medioevo

Una lezione di storia per grandi e bambini, in un luogo dove il passato si tocca con mano e si respira

Una perfetta macchina del tempo a due passi da Varese? La nostra provincia ha anche quella. Per godersi una passeggiata nel Medioevo, imparando. Il Parco Archeologico di Castelseprio organizzata, tra l’altro, eventi a tema e visite guidate con ciceroni preparati e gentilissimi capaci di regalare un’interessante lezio e di storia ai più piccoli appassionandoli e coinvolgendoli. Il primo passo è ovviamente quello di raggiungere il parco.

Dall’autostrada

Castelseprio è raggiungibile percorrendo l’A8, fino all’uscita di Solbiate Arno provenendo da nord o Cavaria se si arriva da sud. Da qui si prosegue sulla SP 20 in direzione di Carnago che si supera procedendo fino alla meta. Il protagonista dell’itinerario, è bene ricordarlo, è uno dei siti archeologici più importanti della regione, dal 2011 Patrimonio dell’Umanità Unesco. Lo si raggiunge con una breve passeggiata a piedi dall’abitato di Torba, in cui visitare le antiche spoglie dell’omonimo complesso monastico.

Sarà per la sua posizione o per il suo aspetto austero con il massiccio torrione che lo protegge, ma, dopo un giro tra gli ambienti, il pensiero corre agli spiriti delle monache che ancora vagano nella vallata cercando disperatamente di tornare a far parte dell’affresco che, al secondo piano della torre, le ritrae senza volti a causa - narra la leggenda - di una loro fuga dal monastero.

Di certo c’è che l’intero complesso sorse nel tardo Impero Romano ed ebbe inizialmente una vocazione difensiva in cui si succedettero Goti, Bizantini e Longobardi, periodo nel quale assunse funzioni civili prima di essere, per lungo tempo, una dimora religiosa. Il complesso sorse nell’età dell’Impero Romano ampliandosi nel corso dei secoli. Bello il torrione del V secolo, deliziosa la chiesa. Il Fai ha restaurato e aperto al pubblico il Monastero nel 1977 affidandolo alla famiglia Luisi che ancora lo custodisce insieme al ristorante “Il refettorio”, in cui è d’obbligo una sosta per scoprire anche gli “angoli segreti” dei sapori tipici del territorio. Dal monastero si prosegue in direzione del parco. Percorrendo il sentiero nel bosco si arriva alla radura che accoglie i resti archeologici, su un pianoro che domina la parte dell’alto-medio corso del fiume Olona, un tempo a difesa d’importanti vie di comunicazione che congiungevano le città di Como a Novara e di Milano al passo di Monte Ceneri.

Visite guidate

Il sito fortificato fu fondato come baluardo difensivo contro le invasioni da nord ma, destino volle che proprio un popolo barbaro, quello longobardo, lo tramutasse nella capitale di una vastissima giurisdizione, che dalla Valle d’Intelvi si estendeva fino alle porte di Milano. Con il passare del tempo diminuì la sua importanza fino al termine del XIII secolo, quando fu espugnata e fatta radere al suolo da Ottone Visconti, con la sola eccezione degli edifici religiosi. È negli anni 50 che iniziano gli scavi. Scavi che portarono alla luce i resti d’epoca romana dell’antico Castrum di cui oggi restano tratti delle mura e ruderi delle chiese: la Basilica di San Giovanni Evangelista, il Battistero a doppia vasca, entrambi del V-VII secolo, e la Chiesa di San Paolo, romanica. Grande mistero resta invece dalla funzione originale del corpo perfettamente circolare, oggi ridotto a raso terra, a cui è collegato il battistero.

Insieme al Fai

Il monumento più importante è senza dubbio la Chiesa di Santa Maria foris Portas, edificio paleocristiano a navata unica con tre absidi, edificata prima del Mille, ma di datazione piuttosto incerta. Straordinario, per l’unicità come elemento di transizione tra arte classica, bizantina e medievale, è il ciclo di affreschi nell’abside centrale, del VII-VIII secolo e attribuiti a un artista di origine orientale. Gli affreschi antichi rimasti si dispiegano sulle pareti dell’abside centrale, compreso il lato che dà verso la chiesa, separato dalla navata da una parete dove si apre un arco a tutto sesto.

Gli affreschi, rinvenuti casualmente nel 1944, rappresentano scene dell’infanzia di Cristo ispirate, sembra, soprattutto ai Vangeli apocrifi. Con la visita al gioiello assoluto di Castelseprio si chiude un itinerario da realizzare in giornata, scoprendo davvero un pezzo della nostra storia. Il Fai, tra l’altro, organizza spesso eventi a tema a Torba. Eventi dedicati ai più piccoli o agli amanti della botanica e dei fiori più belli. Organizzando l’escursione in concomitanza con questi appuntamenti è davvero possibile regalarsi una giornata splendida. E a misura di bambini.


© RIPRODUZIONE RISERVATA