«Col Fiemme un’impresa mai vista. Il nostro segreto? L’appartenenza»
Un gruppo unito che crede nel progetto: è il segreto dei Bandits Varese

«Col Fiemme un’impresa mai vista. Il nostro segreto? L’appartenenza»

Matteo Cesarini è tra i padri fondatori dei Bandits Varese: «L’obiettivo sono i playoff»

Matteo Cesarini è uno dei padri fondatori dei Bandits Varese, la squadra di hockey della città che in questi giorni, anche grazie all’incredibile rimonta da 0-5 a 6-5 con goal decisivo nell’overtime a 28 secondi dagli shootout, sta entusiasmando gli animi e la passione di appassionati dello sport su ghiaccio ma anche di chi a questo sport si sta avvicinando. I Bandits, squadra nata quest’anno dalla fusione tra i Killer Bees e l’Hc Varese, giocano nell’Italian Hockey League, che fino all’anno scorso si chiamava Serie B ma che ha cambiato nome per motivi di marketing, con una rosa che ha preso il meglio dalle due società con l’obiettivo di ben figurare in una stagione ricca di difficoltà, di pericoli e in un campionato che ha molte squadre attrezzate e ambiziose. Quest’oggi è in programma la gara di campionato a Milano, ma per Cesarini, che abbiamo disturbato durante l’allenamento, nulla è impossibile.

Partiamo dall’inizio o dal match col Fiemme?

Da dove vogliamo, quello che è successo col Fiemme non si vedeva da una vita, è una vera impresa sportiva. Credo che rimontare da 0-5 a 6-5 contro una squadra così forte non si sia mai visto, e probabilmente mai si rivedrà.

Come è accaduto?


Grazie al senso di appartenenza dei ragazzi che credono nel progetto, grazie all’unione del gruppo. Stiamo vivendo in un clima e in un momento positivo, ma abbiamo la consapevolezza che gli altri sono più forti. Penso a Milano per esempio che dovrà giocare la Supercoppa.

La squadra però paga ancora dazio sotto il profilo dei falli e delle penalità, come mai?


Sono errori figli del retaggio che tanti si portano dietro, se hai difficoltà a mandar giù, se non sei preparato di gamba, finisce che ti perdi. C’è il fallo buono e quello cattivo, quello che serve e quello che va evitato; purtroppo siamo un po’ indietro sotto questo punto di vista ma già con il Fiemme abbiamo visto dei miglioramenti. È una questione di abitudine, dobbiamo abituarci a pensare quel secondo in più concentrando la foga in maniera positiva.

Le vittorie con Como e Fiemme hanno alzato l’asticella degli obiettivi?


Assolutamente no, gli obiettivi non cambiano, sarebbe assurdo. Arrivare ai playoff resta il nostro obiettivo, ma è difficile e già se ci fermiamo a pensarlo non lo abbiamo raggiunto.

Ci sono state polemiche legate al nuovo logo, in tanti volevano mantenere quello dei Mastini...


La querelle sul logo è una questione portata avanti dai tifosi dei tempi che furono, internamente nessuno di noi ha mai tirato fuori l’argomento. Abbiamo deciso di partire con un logo nuovo per poter lavorare in leggerezza con un marchio che ci può permettere di sbagliare.

Quali obiettivi per le sfide di oggi e di sabato?

Dobbiamo in primis pensare a noi, abbiamo di fronte un avversario di livello e dobbiamo dimostrare di stare bene in campo. Per quanto riguarda sabato dobbiamo approcciare la trasferta con più sfrontatezza rispetto a Merano, dobbiamo permetterci di osare. Se giochiamo come sappiamo possiamo ottenere grandi cose, ma se partiamo con troppo rispetto o addirittura riverenza dell’avversario, partiamo già sconfitti. Giochiamo liberi, divertendoci, e ci toglieremo delle soddisfazioni.


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